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LETTERE ALL’AMORE: LA TOLLERANZA NON È AMORE MA TREGUA E PREMESSA DI DIALOGO


Quando tacciono le armi, la mente e il cuore ragionano meglio

di Domenico LANCIANO (www.costajonicaweb.it)

BADOLATO (CZ) –  4 NOVEMBRE 2023 –  Caro Tito, eccomi alla quinta “Lettera all’Amore”. Prima di evidenziarla, mi tocca riportare il messaggio che ho ricevuto via whatsapp dall’amico di vecchia data Aquilino Ingratta di Villacanale di Agnone del Molise, il quale, così mi ha scritto alle ore 11.33 di lunedì 16 ottobre 2023: << Carissimo Mimmo, ti volevano ringraziare per la citazione e per aver pubblicato la foto che ti ho mandato (ndr, la bandiera della pace al balcone di casa).

“Lettere all’amore” è una bellissima iniziativa intrapresa al momento giusto.

Ma se proprio dovessi scrivere, oggi, una lettera all’amore, la indirizzerei al Re dell’odio.

Perché?…

Perché mai guerre furono combattute fra odio e amore, bensì tra odio e odio.

Chiederei all’odio di fare piazza pulita, tabula rasa dell’amore.

Così finalmente, quando l’amore non esisterà più, l’odio si autodistruggerà e l’amore, finalmente unico sentimento rimasto, potrà tornare a regnare incontrastato >>.

1 – QUINTA LETTERA ALL’AMORE – LA TOLLERANZA

Caro e indispensabile Amore!

E’ davvero assai difficile scriverti, proprio mentre in tante parti del mondo si muore nel modo più atroce e feroce sotto le bombe (come nella raccapricciante ennesima guerra in corso tra Russia e Ucraina, tra Israele e Palestinesi, tra tante altre situazioni non sufficientemente evidenziate o addirittura taciute nel mondo).

Viste come vanno le cose, ci accontenteremmo che si realizzi almeno un po’ di “tolleranza” (senza né odio né Amore).

Anche se la tolleranza (https://it.wikipedia.org/wiki/Tolleranza) non è di per sé una buona condizione di fronte a Te che sei il massimo del massimo.

Tuttavia è molto meglio della guerra.

Quando tacciono le armi, la mente e il cuore ragionano meglio!…

Riguardo la Striscia di Gaza, ieri è stata pubblicata questa mia proposta di tolleranza, di speranza e di Pace: << https://www.costajonicaweb.it/universita-delle-generazioni-realizzare-al-mare-di-gaza-lisola-della-memoria-e-della-pace-con-i-detriti-dei-bombardamenti/ >>.

 Comunque, in linea generale, la tolleranza mostra un soggetto (chi tollera) e un oggetto (chi è tollerato).

Colui che tollera ha il “potere” di tollerare, di sopportare e, quindi, sta almeno almeno in un gradino al di sopra di chi è tollerato, sopportato.

Non è certo un rapporto di parità come con Te, Amore che rendi tutti veramente eguali ed esaltanti.

Tuttavia, tale rapporto di “tregua armata” è molto meglio di un conflitto vero e proprio.  

Bisogna poi vedere la qualità del tollerare.

Se cioè mostra impazienza e sopportazione con fastidio (pronto a scattare) o se, invece, la tolleranza appare o è gentile.

 Dignitosa.

 Di buona volontà.

2 – PACE, TOLLERANZA E CONVIVENZA

Forse è necessario fare chiarezza su quell’incauto abbinamento (scambiato spesso per assimilazione o sinonimo) tra “pace e tolleranza” che qualcuno ancora fa (persino in ambienti pacifisti e della nonviolenza).

La Pace e l’Amore possono stare insieme ma non possono stare insieme Pace e Tolleranza, proprio perché la Tolleranza è una finta Pace e se non è ben gestita può sfociare in violenza.

Infatti, è una situazione che può certo portare alla Pace ma anche e più spesso al conflitto.

La tolleranza sta in bilico tra il bene e il male.

Un limbo attratto dall’inferno.

E’ una via di mezzo che, comunque, diventa positiva quando e se, nel periodo di tolleranza, le persone maturino il proprio sentire verso sentimenti di reciproco rispetto.

In Pace.

 Diciamo che la tolleranza è una tregua ed un’esile premessa o possibilità di dialogo.

Dialogo che, soltanto se pieno di buona volontà, può portare ad una situazione di graduale avvicinamento tra le parti affinché possano realizzare quella Pace, che non dovrebbe essere unicamente “assenza” di conflitto ma la conquista (almeno graduale) di situazioni e sentimenti di reciproca comprensione fino alla stima e poi alla auspicabile collaborazione.

Come si vede, sono tante le sfumature e le gradualità di sentimenti e di azioni concrete verso la Pace e l’Amore.

Tutte queste progressive sfumature si ottengono con un grande lavoro interiore e con concrete azioni di aiuto, solidarietà e “benessere” reciproci.

 Non posso mai dimenticare alcuni insegnanti avuti nel corso dei miei 13 anni di frequenza nelle scuole (statali o ecclesiastiche): 5 elementari, 3 medie e 5 superiori).

Erano proprio l’esempio ci ciò che è l’intolleranza, la tolleranza o il rispetto.

Forse perché erano infelici per carattere oppure per la loro situazione esistenziale o addirittura per convinzione o educazione e metodo … fatto sta che di taluni insegnanti sentivi proprio che “mal tolleravano” noi alunni … oppure che venivano a scuola soltanto per lo stipendio (il 27 del mese, San Paganino).

Alcuni di loro ci terrorizzavano (tanto che, in prima media, un alunno si è fatto letteralmente la pipì addosso in classe per il disprezzo dimostrato dall’insegnante di lettere che si vantava di essere progressista).

Altri erano però umani, comprensivi e qualcuno addirittura amorevole ed affettuoso.

In generale però (al 70%) ho avuto insegnanti severi quanto sprezzanti ed intolleranti, pronti a scattare e ad essere violenti (pure con percosse corporali o con umiliazioni e castighi psicologici) persino ad ogni errore di apprendimento, come se fosse una colpa.

Non si va a scuola proprio per imparare?…

 Sì, ho frequentato un sistema scolastico non soltanto intollerante ma addirittura “razzista” con chi apparteneva ai ceti umili della nostra società.

 Fino a dichiarare chi fosse degno o no di continuare gli studi, perché appartenevi a classi sociali indegne di progredire.

Classi e ceti chiusi in un ghetto.

Sono sempre stato “ribelle” a tali intolleranze.

Ed ho pagato molto il mio “ribellismo” che altro non era se non una rivendicazione di rispetto e di dignità.

Come oggi ci sono le intolleranze etniche: tu non puoi vivere o esistere perché non appartieni alla nostra razza, al nostro ceto.

 Una convivenza assai difficile.

Ne bisognava sopportare proprio tante, a volte troppe!…

Mi hanno salvato i valori etici avuti dalla mia famiglia.

3 – IL PARADOSSO

Caro e indispensabile Amore!

Nel corso dei miei 73 anni di vita ho trovato maggiori paradossi proprio da chi (istituzioni e persone) dichiarava di agire in tuo onore o in nome di valori di umanità e, appunto, di tolleranza (spesso citando addirittura Voltaire e persino Gesù Cristo, quando non Marx).

In tali contesti ho avuto dimostrazioni lampanti di come e quanto sia importante l’esempio pratico e quotidiano delle azioni piuttosto che le parole e le solenni declamazioni “io sono…”!

4 – L’EDUCAZIONE A CONVIVENZA, TOLLERANZA, PACE E AMORE

La descrizione educativa (addirittura preventiva) di tutte queste sfumature e possibilità esistenziali dovrebbe essere il principale compito di ogni stazione o agenzia pedagogica (come si suole dire oggi) … dalla famiglia alla scuola, dalla religione all’associazionismo, dai mezzi di comunicazione sociale ai maestri di scrittura e di arte, dallo sport al turismo, ecc.

Tutti questi protagonisti nella missione di educazione e di indirizzo dovrebbero agire in sinergia.

Purtroppo, per vari motivi, non sempre si realizza la convergenza tra questi “attori” e “responsabili” dei sentimenti sociali.

 Certo, non è facile.

 Però…

 Però, a complicare la missione educativa intervengono innumerevoli fattori che possono essere sintetizzati nella frase vera anche se abusata: “Senza Giustizia non c’è Pace”.

E il principale antagonista della Giustizia e della Pace è l’Egoismo.

L’imperialismo.

Una matassa tanto intricata quanto assai difficile da dipanare.

La scorciatoia per dipanare qualsiasi difficoltà saresti e sei proprio tu, Amore.

Semplice quanto impegnativo.

Ma indispensabile per poter vivere meglio.

Altrimenti è caos e distruzione, proprio come nei tristi fatti di cronaca, nelle tragedie annunciate, dei crimini contro l’Umanità, nella costruzione di armi, nell’esaltazione dell’odio e della violenza, nelle guerre!…

Pochi purtroppo si innamorano di Te.

5 – LA VITA E’ UNA COSA SERIA

Caro e indispensabile Amore!

La facilità con cui si mette a repentaglio la propria e l’altrui esistenza dimostra che non si apprezza a sufficienza il valore della vita propria e degli altri esseri viventi di ogni ordine e grado.

E nemmeno quella del Pianeta.

Non sempre si ha la consapevolezza che la vita è unica e irripetibile, insostituibile.

Così come la salute.

Tanti i fattori che portano a tale atteggiamento assai negativo e addirittura nefasto.

Uno dei principali è quel “delirio di onnipotenza” che poggia su tante ideologie e atteggiamenti che andrebbero corretti fin dall’infanzia.

Già in famiglia.

 Un esempio eloquente.

Ascoltiamo spesso dalla televisione e ne seguiamo le raccapriccianti immagini di incidenti stradali, spesso provocati da giovani ardimentosi (il più delle volte imbevuti di alcol e droghe) che provocano incidenti mortali sulle strade.

Ricordi le cosiddette “stragi del sabato sera”?…

Adesso non basta più il sabato.

E’ strage quasi tutti i giorni.

Questo accade perché l’ineducata giovinezza spinge a sentirsi onnipotenti, quasi giudici di vita e di morte per sé stessi e per gli altri.

E’ il massimo dell’intolleranza, quando si diventa assassini e si uccide pur senza odio ma solo per incoscienza e mancata educazione.

Come descrive l’amico psichiatra Domenico Barbaro (calabrese di Isernia) nel suo libro “La Pedagogia dell’onnipotenza” presentato venerdì 16 dicembre 2016.

Bisogna insistere nel ribadire in tutti i contesti che LA VITA E’ UNA COSA SERIA e che non bisogna assolutamente né dissiparla né privarla a sé stessi e agli altri.

6 – GIORNATA DELLA TOLLERANZA 16 NOVEMBRE

Caro e indispensabile Amore!…

A piccoli passi si può giungere a Te e con piccole accortezze.

Come, ad esempio e banalmente, seguire le giornate internazionali dedicate a tanti valori da coltivare il più possibile.

 Giovedì prossimo 16 novembre, in tutto il mondo si celebra o si osserva la GIORNATA DELLA TOLLERANZA (dichiarata dall’UNESCO nel 1995 per ricordare i principi ispiratori della “Dichiarazione universale dei diritti umani” approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948).

Una giornata preceduta di appena tre giorni dalla GIORNATA DELLA GENTILEZZA (13 novembre).

Appunto, piccoli passi, piccola accortezze per immettersi sulla strada che giunge a Te. Fino ad IMMAMORARSI DELL’AMORE. In particolare vedi << https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_tolleranza >>.

 In tale giornata sarebbe utile leggere qualche libro sulla tolleranza, come ad esempio “Lettera sulla tolleranza” scritto nel 1689 dal filosofo inglese John Locke (1632 – 1704) oppure il “Trattato sulla tolleranza” del filosofo francese Voltaire pseudonimo di Francois Marie Arouet (1694 – 1778).

Su internet, poi, ci sarà possibilità di imbattersi in parecchie riflessioni su questo tema su cui lavorare non soltanto il 16 novembre ma tutti i giorni dell’anno e per tutta la vita, cercando di fare frequenti “pit-stop” (sosta di ricarica e di messa a punto dell’anima) per capire il nostro stesso personale grado di tolleranza o, meglio, a che punto siano nella crescita dei buoni sentimenti … quelli che ci portano dritti verso il sentimento “più sublime” dell’Amore, della Felicità e dell’Armonia.

A nessuno oserei augurare meno di queste eccelse dimensioni.

7 – SALUTISSIMI

Caro Tito, l’educazione al riequilibrio tante volte invocata non si intravede ancora.

Né tanto meno l’educazione all’Amore, che è un sentimento che sgorga spontaneo ma che ha necessità di essere bene indirizzato per ottenerne il massimo beneficio personale e sociale.

Mi sembra di vivere ancora nella preistoria dei sentimenti e dei valori.

E’ necessaria, anzi urgente una vera e propria RIVOLUZIONE DELL’AMORE e dei buoni sentimenti.

Con questi “input” essenziali, ti saluto.

Domani, sabato 4 novembre ricorre la giornata delle Forze Armate (più in generale delle persone in divisa) che vegliano sulla nostra sicurezza.

Come non ringraziarli?…

Non mi piace però, il fatto di avere unito all’idea della (mala) Unità d’Italia questa tradizionale giornata dedicata alle persone in divisa e in armi cui va la nostra riconoscenza e gratitudine.

L’Unità d’Italia per come realizzata dai Savoia e per come proseguita dalla Repubblica Italiana è, allo stato reale dei fatti, il massimo dell’intolleranza verso le periferie (Sud, dorsale appenninica e prealpina, città, ecc.).

La Costituzione è ancora ampiamente tradita.

In attesa di tempi migliori per tutto e per tutti, ti ringrazio tanto e di vero cuore. 

Alla prossima!

LOVE-City, venerdì 03 novembre 2023 ore 09.01 – Da 56 anni (dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto” (con Amore).

La foto, cui i diritti appartengono ai legittimi proprietari, è stata prese dal web.

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