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LETTERE A TITO: PAZZI D’AMORE O PAZZI DI GUERRA?


Per fortuna che c’è pure un po’ di sentimento sul nostro martoriato pianeta, dove infuriano ogni genere di violenze: dalle piccole sgarbatezze alle dissoluzioni ecologiche, dalle ideologie negative di ogni genere ai crimini nascosti degli sfruttamenti umani, dalle diffuse ingiustizie agli egoismi totalizzanti, dalle usuali prepotenze alle immani atrocità distruttive e genocide dei conflitti attuali

di Domenico LANCIANO (www.costajonicaweb.it)

–  BADOLATO (CZ) –  24 APRILE 2024 –  Caro Tito, si avvicina maggio, mese delle rose simbolo d’amore. Così, penso che non ci sia modo migliore di salutare (specialmente nell’attuale clima di guerre folli e funeste) questa nuova ventata di buoni sentimenti, presentando ai nostri gentili lettori una piccola-grande storia di ìntima, forte, inattesa e misteriosa attrazione tra persone … la nascita di un nuovo amore … ovvero quello stato di infinite emozioni psico-fisiche e trascendentali che solitamente destabilizza il nostro vivere quotidiano e lo èleva addirittura a dimensioni iperuraniche.

Per fortuna che c’è pure un po’ d’amore sul nostro martoriato pianeta, dove infuriano ogni genere di violenze: dalle piccole sgarbatezze alle dissoluzioni ecologiche, dalle ideologie negative di ogni genere ai crimini nascosti degli sfruttamenti umani, dalle diffuse ingiustizie agli egoismi totalizzanti, dalle usuali prepotenze alle immani atrocità distruttive e genocide delle guerre attuali.

E sullo sfondo c’è l’autodistruzione … mentre l’Amore/amore, almeno, tende a produrre felicità, armonia e nuova vita.

E’ preferibile l’amore e persino il sesso intensivo (addirittura la pornografia) piuttosto che le distruzioni pianificate e suicide del genere umano.

1- MEGLIO PAZZI D’AMORE O PAZZI DI GUERRA?

“Fate l’amore e non la guerra!” … era questo lo slogan delle tante manifestazioni per la pace di quasi sessant’anni fa, quando c’era quell’infinita guerra in Vietnam che tanto ricorda adesso la mai dimenticata situazione di Gaza, della Palestina, dell’Ucraina e di altri cosiddetti “teatri” di morte e di devastazione dove piccoli mercanti e grandi Potenze gozzovigliano sul sangue e a spese di popoli inermi.

Dove è il Dio dell’Amore? …

Dove si nasconde ? …

lasciando campo libero al biblico Dio della Guerra?…

Forse è il caso di ridiscutere e persino ripudiare definitivamente i monoteismi che da millenni causano continuamente guerre e distruzioni senza essere mai capaci di vivere in pace …

I monoteismi guerrafondai sono riassunti nelle seguenti due foto, i cui eventi hanno una medesima matrice … la cosiddetta “Terra santa” che dovremmo rinominare “Terre di Sàtana” o “Terre diaboliche”!

Terre di monoteismi e di poteri sanguinari.

Dove in oltre seimila anni di storia questi popoli fratelli non riescono a convivere in pace e autentica religione o almeno in civile accettazione e tolleranza.

Per evidenziare il concetto appena espresso ho pensato di affiancare la cosiddetta “Pietà di Gaza” (la donna palestinese che abbraccia con estremo dolore una bambina morta) e la “Pietà di Michelangelo” (ancora visibile nella basilica di San Pietro a Roma).

Per l’attuale “Pietà di Gaza” non ci sono parole.

Mi limito a trascrivere il brevissimo comunicato ANSA, ripreso da internet alle ore 02.02 di venerdì 19 aprile 2024 …. << (ANSA) – ROMA, 18 APR – La fotografia dell’anno del World Press Photo del 2024 è quella del fotografo Mohammed Salem per l’immagine scattata il 17 ottobre 2023 all’ospedale di Nasser di Gaza in cui si vede una donna, Inas Abu Maamar, che abbraccia il corpo senza vita di Saly, sua nipote, di cinque anni, avvolta in un sudario.

Lo rende noto sui social il World Press Photo. >>

2 – COME NASCE UN AMORE …

Caro Tito, 32 anni fa (nell’aprile 1992) su suggerimento dell’agnonese Francesco Martino (oggi sacerdote di lungo corso e allora seminarista alla conclusione degli studi) tra il 1992 e il 1999 mi sono rivolto ad uno stabilimento tipografico di Pescara per la stampa di libri (miei e di altri). In tale grande tipografia industriale ho incontrato una studentessa universitaria, allora poco più che ventenne, oggi professionista di mezza età.

Diamole il nome di Agata. Giorni fa mi ha rintracciato, dopo tanti anni, per avere da me un parere sul suo romanzo d’esordio (ancora in bozza) che ha intenzione di pubblicare in cartaceo, prima possibile.

Vuole intitolarlo “Come nasce un amore” (stesso titolo della canzone di Nico Fidenco del 1961 ma anche di Anna Oxa del 1988).

Forse sarebbe meglio a diversificare leggermente, pure per evitare disguidi nelle ricerche su internet (oggi così importante per cercare ed acquistare un libro) … potrebbe andare bene pure “Come inizia un amore”. In fondo gli amori, solitamente, iniziano e finiscono, così come nascono e muoiono.

A volte nascono imprevedibilmente o sorprendentemente (come pare sia il caso nella narrazione del romanzo stesso di Agata).

Però possono terminare, altrettanto imprevedibilmente e sorprendentemente. Si sa bene che i sentimenti sono volubili e cangianti (specialmente al giorno d’oggi) mentre quelli fedeli per una vita sono ormai sempre più una preziosissima rarità.

Infatti, l’amore eterno sembra essere un’eccezione… come in modo appropriato e paradossale esprime il titolo del film “L’amore è eterno finché dura” (2004).

No, ad Agata piace convintamente il titolo “Come nasce un amore”.

E’ inguaribilmente molto romantica come ai tempi del film “L’amore è una cosa meravigliosa” (1955) e come l’ho conosciuta quasi 30 anni fa alla tipografia. Sostiene che l’inizio ha una fine, ma la nascita è per sempre.

Forse ha proprio ragione lei, a ben pensarci.

Comunque sia, il titolo è un dettaglio; ovviamente, ciò che conta è il valore della storia e della scrittura.

A prima vista tale storia sembra tanto intrigante da destare curiosità e la scrittura è scorrevole ed assai interessante in stile e narrazione (come solevano esprimersi a scuola i nostri insegnanti).

Intanto voglio ringraziare Agata per la fiducia dimostrata nel chiedere la mia consulenza.

Un grazie raddoppiato, visto e considerato che si è ricordata di me dopo così tanti anni …

3 – STORIA D’AMORE NATA DA UNA VOCE TELEFONICA

Appena ho ricevuto la bozza via email, ho letto immediatamente il primo capitolo. Ero curioso di capire fin da sùbito il suo tipo di scrittura e come effettivamente fosse nato questo amore (sicuramente autobiografico o, se inventato, bene intrecciato).

Non ti nascondo che le prime battute mi sono piaciute così tanto che ho chiesto il permesso all’Autrice di poterle partecipare ai nostri lettori.

Inoltre, la forma diaristica mi riporta sempre alla semplicità dell’adolescenza e del primo amore, quando tanti miei coetanei mi affidavano i loro diari o le loro poesie da leggere per sapere cosa ne pensassi.

A volte pure per avere conforto e consigli nelle loro “cotte” improvvise quanto naturali e nei loro felici o sofferti amori, spesso incompresi e tristi.

Leggerò con molta attenzione il romanzo di Agata e le darò molto volentieri il mio parere più sincero e spassionato. Intanto, godiamoci questo suo incipit diaristico inusuale che ci infonde davvero tanta curiosità sul seguito di questa singolare storia d’amore.

Nata da una voce.

Ah, le stupende meraviglie e infinite sorprese dell’amore!

LUNEDÌ 15 FEBBRAIO 2021

Mio caro Diario, ho ricevuto una telefonata alquanto inaspettata in un giorno qualunque, un giorno a caso, uno di quelli che, se non guardi il calendario, neanche ricordi.

Sai le mie giornate sono tutte eguali.

Ho sempre un sacco di cose da fare, iniziano con un po’ di fatica purtroppo.

Però ce la faccio. I miei anziani genitori sono troppo stanchi e malati ed hanno bisogno di tante cure e continue attenzioni.

Mi alterno con le mie due sorelle in questo doveroso compito di assistenza che io faccio con piacere e davvero grande affetto.

D’improvviso, erano passate da poco le 4 di pomeriggio, sento il telefono di casa squillare.

Ho risposto. Una voce maschile mi chiede informazioni su mamma e papà.

Una voce calda, sensuale, sussurrata.

Mi travolge, mi sconvolge.

Sento il cuore battere all’impazzata:

Perché???

Chi è Lui???…

Caro Diario, non ci ho capito più nulla.

Farfugliando ho cercato di rispondere.

Il mio tono di voce spezzato, emozionato, flebile a tratti. Ma ciò che provavo mi piaceva, quel brivido e quella voglia di non smettere.

La notte seguente è stata molto dura per me, non trovavo riposo.

Desideravo ancora sentire quella voce, il mio corpo fremeva.

Pura follia.

E non riuscivo ad abbandonarmi al sonno.

E’ stupido pensare a certe cose, non è vero??

Ma io non conosco Costui!

Perché continuo a pensarlo!

Adesso, anche a distanza di giorni lo sento fisicamente nel mio letto, mi bacia, mi abbraccia, mi accarezza, mi sussurra parole dolcissime.

Ma proprio ora, tutto questo?

Perché?…

Non lo conosco però vorrei già fare l’amore con Lui.

Che mi prende?!

Sì lo so.

Ha messo in subbuglio il mio cuoricino.

Com’è strano che una persona entri a far parte della tua vita, del tuo quotidiano, in pochi attimi e te la sconvolge.

Una vita!

Passare l’inferno tutti i giorni a piangere, nella mia più crudele solitudine.

E ora?…

 MERCOLEDÌ 24 FEBBRAIO 2021

Caro Diario, sono a letto ma non riesco a dormire.

E’ già passata più di una settimana però penso a Lui continuamente.

Mi sono bastate quelle poche parole al telefono per innamorarmi.

Lo so che “Lui” è sposato, di certo amerà sua moglie.

Mio Dio, quanto avrei voluto che avesse sposato me!!! …

Ma che dico, sono una scema !!! …

L’ho visto solo in foto, finora.

Mi piace.

Sto soffrendo !!! …

Bastarda questa mia vita!…

 4 – QUALCHE PICCOLO COMMENTO

 Caro Tito, permettimi due piccole considerazioni.

La prima è l’uso del Diario in una donna che si intuisce abbia un’età adulta e matura.

Mi sembra alquanto strano.

Forse è rimasta adolescente nell’anima? …

Può non essere uno svantaggio stare ancora nella semplicità e nella purezza di quella verde età di liberi sogni e di forti aspettative.

Tuttavia nell’ultima frase “Bastarda questa vita mia!” possiamo lèggere un’esistenza alquanto travagliata anche sentimentalmente e quindi sessualmente.

Ma, a parte tutto, c’è questo esplodere improvviso dell’amore, un sentimento che non possiamo controllare e che può manifestarsi senza alcun preavviso.

Il classico e proverbiale “colpo di fulmine”.

Più spesso gli amori sono elaborati, con lunghi corteggiamenti, timidezze, insicurezze e quanto altro.

No, l’amore improvviso elimina tutte le pastoie e le elaborazioni amorose e va immediatamente al sodo.

Sì, è già in azione, fin da sùbito, fulmineamente (appunto).

Magari persino senza che ce ne rendiamo conto.

Adesso bisogna saper gestire l’improvvisa ma forse da tanto tempo attesa e inconsciamente bramata e travolgente passione.

Con tale eccessivo innamoramento, poi e in un certo senso, si diventa dei super-eroi.

Si entra in una dimensione diversa dalla quotidianità che, spesso, si presenta triste e mediocre, noiosa e senza quelle forti emozioni di cui forse avremmo bisogno, anzi necessità, poderosa urgenza.

Ritengo che sarà assai interessante leggere tutto il racconto, pure per vedere come procede e va a concludersi. Sperando in bene.

In fondo un libro o un film o qualsiasi altra narrazione sta tutto nel finale.

Vedremo come l’Autrice vorrà completare questa (piccola o grande) “storia d’amore” (vera o inventata che sia).

Seconda considerazione.

Leggendo la data dell’annotazione di apertura (15 febbraio), possiamo ipotizzare che probabilmente la protagonista del romanzo (non ne sappiamo ancora il nome dalle prime battute) si sia lasciata suggestionare dal fatto dai simboli e dai significati del giorno precedente, il 14 febbraio (San Valentino), giorno dedicato agli innamorati.

Quando festeggiano tutti coloro che sono fortunati ad avere un amore in attività. Come s’indovina già, nella sua profonda solitudine, tale giornata degli innamorati può aver avuto (anche se inconsciamente) un qualche ruolo nell’innamoramento improvviso, rispondendo così al suo bisogno di amare e di essere amata.

Sono disquisizioni, ovviamente.

L’Amore può manifestarsi in modo inatteso in milioni di modi.

La freccia di Cupìdo può essere scoccata persino con una telefonata e addirittura da un perfetto sconosciuto.

Basta ascoltare una voce … e per pochissimi minuti.

E il bello della nascita di un amore è proprio questo!… 

5 – SALUTISSIMI

Caro Tito, le immagini che vediamo in Tv o nei social non ci forniscono le vere e complete informazioni, immagini e dimensioni delle guerre.

Figuriamoci come possa essere enorme e dolorosa, angosciante e terrificante la quantità e realtà delle morti, dei feriti, degli sfollati e delle distruzioni in Palestina, in Ucraina e ovunque sia in atto il terribile e tragico male dei sanguinosi conflitti.

Eppure, da quel poco che vediamo o immaginiamo, l’orrore e lo sdegno e tutti gli altri sentimenti di immane tragedia ci devastano.

Ci stravolge poi, il solo sapere che, ad esempio, in Palestina sono bambini, sì, dico bambini … metà dei quasi 35mila morti (contati in questi 7 mesi fino ad oggi dal quel diabolico 7 ottobre 2023).

Le guerre non si fermano proprio davanti a niente.

Sono disumanità. Follìa.

Forse noi (cosiddetti “occidentali”) non saremmo capaci di sopravvivere a cotanta immane tragedia, abituati come siamo a quasi 80 anni di pace continua e di benessere (più o meno discreto e persino agiato).

E allora davvero dobbiamo pensare, impegnarci ed augurare che nel mondo ci sia tanto amore e solo amore in tutte le sue forme possibili purché amore, amore e pace. Meglio essere pazzi d’amore che pazzi di guerra!

 Forse è il caso di protestare ancora di più collettivamente e individualmente contro le guerre.

Scendere in piazza energicamente e pacificamente ma in modo determinato e convincente.

Specialmente contro la possibilità di un conflitto tra Potenze quale piano piano si sta preparando, provocazione dopo provocazione.

Sono lieto di vedere in TV che in parecchi campus universitari degli Stati Uniti, gli studenti si stanno mobilitando seriamente. E mi ricordano le manifestazioni studentesche degli anni sessanta e settanta contro la guerra in Vietnam che sono partite proprio dagli USA per coinvolgere quasi tutto il mondo e le società civili.

Purtroppo, con le guerre in Ucraina e in Palestina non si è avuta la stessa grande e planetaria mobilitazione, se non in minima parte. Però, adesso, pare che le proteste stiano aumentando in varie parti del mondo.

Speriamo che la società civile riesca a spegnere tutte queste ed altre guerre, là dove non ci riescono i governi e le diplomazie.

Malauguratamente, sono le industrie degli armamenti che pigiano il piede sull’acceleratore verso il baratro globale.

Bisogna impedire tutto ciò. Bisogna distruggere le armi prima che facciamo male, come ogni anno ribadirà Salvatore Mongiardo; questa volta a Crotone domenica 16 giugno 2024 alle ore 11.00 in Via Fiume Esaro 34 Località San Giorgio.

Te lo ricorderò in prossimità dell’evento.

Bisogna disinnescare questa spirale.

Disarmo disarmo disarmo disarmo disarmo totale!…

E, certamente, le prossime Elezioni Europee di giugno saranno soprattutto un test per la pace…

Caro Tito, proprio mentre sto scrivendo queste cose, un amico mi ha mandato via whatsapp la foto che inserisco qui come numero 9 …

Rappresenta un bambino che piscia sulla testa di un soldato armato e posizionato in atto di guerra.

E’ una bella e terribile immagine.

Bella e significativa.

E completa quella iniziale della “Pietà di Gaza” che pure una bambina morta ha al centro della nostra considerazione assieme ad una nonna (o forse zia) che l’abbraccia.

Mai più immagini come queste, mai più guerre.

Unicamente Amore-amore.

Con questo sentito ed accorato augurio che tornino pace e l’amore (troppo maltrattati e mandati in esilio) ti ringrazio per aver ospitato pure questa ”Lettera 531” che accenna alla vera o inventata storia d’amore (scritta dalla pescarese Agata) per la quale auspichiamo tanta tanta felicità.

Un fraterno saluto a te e ai nostri cari lettori.

Alla prossima “Lettera n. 532”.

A presto.

Ciao.

ITER-City, martedì 23 aprile 2024 ore 10.48 – Da 56 anni (dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto” (con Amore).

La foto, cui i diritti appartengono ai legittimi proprietari, è stata presa dal web.

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