La frase dedicata alla testimone di giustizia uccisa nel 2009 è stata modificata con vernice spray in piazza Prealpi. A denunciare il nuovo episodio è il consigliere comunale Alessandro Giungi
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 8 OTTOBRE 2026 – A Milano torna a essere vandalizzata la scritta dedicata a Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa dalla ’ndrangheta nel 2009. È accaduto in piazza Prealpi, luogo strettamente legato alla vicenda della donna.
La frase originale, “Vedo, sento, parlo come Lea”, è stata modificata con una bomboletta spray. Il risultato è diventato: “Non vedo, non sento, non parlo come Leao”.
Non è stato ancora accertato chi abbia compiuto il gesto. A rendere pubblico il nuovo danneggiamento è stato Alessandro Giungi, consigliere comunale del Partito democratico, attraverso un post su Facebook.
LA DENUNCIA DI GIUNGI: “ANCORA VANDALIZZATA”
Nel suo intervento, Giungi ha richiamato il significato della scritta e il legame tra piazza Prealpi e la storia di Lea Garofalo.
“In Piazza Prealpi hanno di nuovo vandalizzato la scritta dedicata a Lea Garofalo, testimone di giustizia che fu uccisa dalla ’ndrangheta in un appartamento con affaccio proprio su Piazza Prealpi”, ha scritto il consigliere comunale.
Giungi ha poi collegato il nuovo episodio alla morte di Denise Cosco, figlia di Lea, ricordando quanto accaduto alla donna recentemente. “Dopo quello che è successo a Denise, se possibile, è ancora più orribile e doloroso”, ha aggiunto nel post.
CHI ERA LEA GAROFALO
Lea Garofalo era originaria di Petilia Policastro, in provincia di Crotone, e proveniva da un ambiente familiare segnato dalla presenza della criminalità organizzata. Nel 2002 scelse di collaborare con la magistratura, raccontando quanto conosceva sulle attività criminali e sulle faide che interessavano gli ambienti nei quali era cresciuta.
La decisione di rompere con quel contesto aveva anche un obiettivo personale: garantire alla figlia Denise un futuro diverso, lontano dalla criminalità.
La vicenda riguardò anche l’ex compagno Carlo Cosco, padre della ragazza. Nel novembre del 2009 Lea Garofalo arrivò a Milano dopo essere stata contattata con il pretesto di discutere del futuro della figlia. Il 24 novembre 2009 venne sequestrata e uccisa.
Il procedimento giudiziario ha successivamente ricostruito responsabilità e circostanze del delitto, facendo della storia di Lea uno dei casi più conosciuti in Italia legati alla scelta di collaborare con la giustizia contro la criminalità organizzata.
LA MORTE DI DENISE, LA FIGLIA DI LEA
A distanza di anni dall’omicidio della madre, anche la storia di Denise Cosco è stata segnata da una morte prematura. La figlia di Lea è morta recentemente all’età di 35 anni, la stessa età che aveva la madre quando venne assassinata.
È proprio a questa circostanza che Giungi ha fatto riferimento nel commentare la nuova vandalizzazione della scritta di piazza Prealpi, aggiungendo un ulteriore elemento alla vicenda già legata alla memoria di Lea Garofalo.
NESSUN RESPONSABILE È STATO ANCORA INDIVIDUATO
Al momento non è noto chi abbia modificato la scritta né sono indicate, nel testo disponibile, contestazioni formali nei confronti di una persona determinata. Il gesto è stato realizzato utilizzando vernice spray e ha alterato la frase originariamente dedicata a Lea Garofalo.
Restano quindi da accertare le circostanze dell’episodio e l’eventuale identità dell’autore. La scritta di piazza Prealpi rimane legata alla memoria della testimone di giustizia e alla sua scelta di collaborare con la magistratura.