Acli Terra propone un modello di crescita basato sull’integrazione di cultura, agricoltura e storia. Focus su oleoturismo e archeologia industriale per trasformare l’area Catanzaro-Lamezia
di REDAZIONE
– BORGIA (CZ) – 27 SETTEMBRE 2025 – Al Parco archeologico di Scolacium a Roccelletta di Borgia, l’incontro promosso da ACLI e ACLI Terra Calabria ha delineato una strategia ambiziosa per rilanciare l’economia e lo sviluppo dell’Istmo calabrese, il cruciale corridoio che unisce il Golfo di Sant’Eufemia Lamezia al Golfo di Squillace. Secondo Pino Campisi, presidente regionale Acli Terra Calabria, la chiave di volta è la “visione dello sviluppo come integrazione“.
L’Istmo è un giacimento di potenzialità: dai reperti brettii di Tiriolo all’area archeologica di Terina (V sec. a.C.), passando per le Terme Romane di Curinga, il Castello Normanno Svevo di Nicastro e il Bastione di Malta, fino alla tradizione delle ceramiche di Squillace e all’istituzione del Museo dell’arte della seta a Catanzaro.
L’oleoturismo: il paesaggio culturale dell’ulivo
Un elemento centrale della proposta è la valorizzazione del paesaggio olivicolo. Il dottore agronomo Thomas Vatrano ha definito l’Istmo un unicum paesaggistico e culturale per l’olivicoltura calabrese, un patrimonio identitario poco conosciuto. Il Parco archeologico di Scolacium, incastonato in 35 ettari di uliveto ultrasecolare, è il simbolo di questo dialogo, dove archeologia e olivicoltura si intrecciano. L’oleoturismo viene promosso come strumento non solo di tutela e conservazione degli uliveti monumentali, ma come vera e propria visione progettuale che unisce ricerca scientifica, promozione culturale e sviluppo sostenibile, integrandosi con l’offerta turistica. ACLI Terra Calabria presenterà una proposta di sviluppo integrato che coniugherà cultura, agricoltura, archeologia e storia antica.
L’eredità dell’archeologia industriale
L’ecomuseologo Danilo Franco ha arricchito il dibattito evidenziando l’importanza dell’archeologia industriale. La Calabria è stata per oltre duemila anni un vasto teatro di movimento minerario e siderurgico, come testimoniato dai resti sul territorio delle Serre-Stilaro. Franco ha ricordato il progetto ACAI degli anni ’80, l’“Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria”, che ha lanciato il concetto di ecomuseo come “agenzia” di promozione culturale e sviluppo.
Catanzaro-Lamezia: una nuova dimensione mediterranea
L’archeologa e docente universitaria Stefania Mancuso ha concluso l’incontro sottolineando la necessità di riportare l’Istmo, luogo strategico sin dalla preistoria, in una dimensione globale e mediterranea. “Ci dobbiamo presentare al mondo come peculiari e con la forza della nostra specificità,” ha affermato Mancuso. L’oleoturismo e il paesaggio dell’olio sono punti di forza immediatamente sfruttabili. La Mancuso ha identificato nel concetto di Parco culturale, in cui si percepiscono le stratificazioni storiche (da Scolacium a Tiriolo, Terina e le Terme di Acconia), la chiave di lettura per lo sviluppo. Molte di queste aree sono già visitabili, o manca poco per la piena fruizione, permettendo di avviare il progetto di sviluppo come integrazione e cultura fin da subito.