Un ambizioso piano che unisce imprese agricole, associazioni e istituzioni per offrire nuove opportunità di lavoro e vita a persone con disabilità. Il secondo incontro mostra i primi frutti di un’iniziativa che vuole rivoluzionare il welfare locale
di REDAZIONE
– CARDINALE (CZ) – 30 AGOSTO 2025 – L’agricoltura non è solo produzione, ma anche uno strumento di inclusione sociale e benessere. È questa la filosofia alla base di “FaSD – Fattorie Sociali per la Disabilità”, un progetto promosso dal Gal “Serre Calabresi” e dai Gal di “Area Grecanica”, “Batir” e “Terre Locridee”. L’obiettivo è creare una rete territoriale che unisca imprese agricole, servizi sociali, istituzioni e famiglie per offrire percorsi di inserimento lavorativo, attività terapeutiche ed educative a persone fragili e svantaggiate.
Un modello vincente per il territorio
Il progetto, finanziato dalla misura 19.3 del Psr Calabria, sta riscuotendo un notevole successo, tanto da essere considerato un pilota per la nuova Strategia di sviluppo locale. Come ha spiegato il direttore del Gal “Serre Calabresi”, Carolina Scicchitano, l’iniziativa intende dare un ulteriore valore alle risorse agricole, trasformando le aziende in luoghi di risposta a specifici bisogni sociali. Si tratta di un’azione sinergica che punta a generare soluzioni e benefici ambientali, economici e sociali per le comunità e i destinatari. Attualmente, è in corso una fase di indagine e mappatura per censire le realtà territoriali con cui costituire la rete, con l’obiettivo finale di creare opportunità di lavoro per garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità.
La forza della natura e delle relazioni
L’incontro, tenutosi presso la Fattoria didattica “Rotiroti” a Cardinale, ha messo in luce i benefici del contatto con la natura e gli animali. Giuseppe Rotiroti, rappresentante della fattoria, ha sottolineato come la partecipazione a laboratori e attività concrete rafforzi l’autostima e l’autonomia in un ambiente “a dimensione umana”. Durante l’evento sono stati proposti due laboratori pratici: uno sulla filiera della nocciola e uno sulla produzione di formaggio e ricotta. Esperienze che, come ha rimarcato, sono un valore aggiunto per le aziende e generano un processo di inclusione a 360 gradi.
Le associazioni: pilastri dell’inclusione
Il dibattito ha evidenziato il ruolo cruciale delle associazioni del terzo settore. Pierpaolo Pellegrino, referente dell’Ans (Associazione nazionale Servizi Aps-Ets), ha illustrato come la sua associazione miri a integrare l’agricoltura sociale con il “budget di salute”, uno strumento di welfare che finanzia percorsi riabilitativi personalizzati. La socia Marinella Ranieri ha poi rimarcato l’importanza di fare rete per dare risposte concrete alle necessità delle persone con disabilità, sottolineando che “il disabile non è una persona che non può fare” ma una persona a cui bisogna dare gli strumenti per essere autonomo.
Il “progetto di vita” al centro
Infine, Pietro Fera della Uildm provinciale ha portato l’attenzione sul concetto di “progetto di vita”, un percorso previsto dalla legge italiana che mira alla piena inclusione della persona con disabilità in ogni aspetto dell’esistenza, dal lavoro alla socialità.
Fera ha sottolineato come l’inclusione lavorativa comporti il riconoscimento della dignità della persona e la valorizzazione delle sue capacità. Un percorso che mette al centro la persona, che viene coinvolta nelle scelte che la riguardano. Il prossimo appuntamento pubblico del progetto FaSD si terrà il 29 agosto, a Roccelletta di Borgia.