All’arcidiocesi di Catanzaro – Squillace sabato prossimo fede e impegno civile si fondono nel segno della ‘Laudato si”
di REDAZIONE
GASPERINA (CZ) – 4 OTTOBRE 2025 – Un importante segno di unità ecumenica e di impegno concreto per l’ambiente si terrà oggi la veglia ecumenica per la salvaguardia del creato, un appuntamento annuale che quest’anno risuona con particolare urgenza e speranza.
L’appello di “Laudato si’” al centro della riflessione
L’edizione 2025 si concentra sul tema evocativo: “La terra deserta diventerà un giardino”. Questa immagine non è solo una promessa spirituale, ma un forte richiamo alla responsabilità dei credenti e dei cittadini verso la custodia della Casa comune. L’iniziativa, infatti, si pone in piena sintonia con il magistero di Papa Francesco e la sua enciclica “Laudato si’”, che esorta a un radicale cambiamento dello stile di vita in un’ottica di rispetto per l’ambiente e di giustizia sociale. La Veglia intende tradurre questo insegnamento in un momento di preghiera e riflessione collettiva, sottolineando come la crisi ecologica sia una sfida morale che interpella tutte le confessioni.
Un ponte di comunità per la custodia
L’evento si distingue per il suo valore ecumenico, unendo diverse tradizioni cristiane. È promosso in prima linea dall’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace e dalla Chiesa Evangelica Valdese, con la preziosa collaborazione della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica e della Chiesa della Riconciliazione. Questa sinergia interconfessionale trasforma la Veglia in un potente simbolo di comunione. La salvaguardia del pianeta diventa il terreno comune sul quale l’anelito all’unità fra i cristiani si manifesta in maniera tangibile e visibile alla società civile.
Un impegno condiviso oltre i confini della fede
La Veglia non è, dunque, un evento ristretto ai soli fedeli. Essa rappresenta un’occasione significativa e pubblica, rivolta a tutti coloro che riconoscono l’urgenza di un impegno condiviso per il futuro del nostro pianeta. L’incontro di sabato a Gasprina si configura come una tappa cruciale per riaffermare che la cura del Creato è un atto di fede, ma anche un fondamentale dovere civico.