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LA STRAGE DEI GIUSTI: IL SANGUE AD AMENDOLARA, IL LUTTO NELLA “LORO” VILLAPIANA


Viaggio in via Gramsci, dove i quattro migranti uccisi erano diventati di famiglia: “Portavano la frutta ai nostri bambini”. Il silenzio dell’appartamento vuoto urla vendetta contro una ferocia senza nome

Fonte: ANSA.IT CALABRIA 

 –  VILLAPIANA (CS) –  3 GIUGNO 2026 –  Due giorni dopo la strage di Amendolara c’è silenzio in via Gramsci, a Villapiana, fuori dall’appartamento in cui al primo piano abitavano i quattro migranti uccisi.

Gli altri due non si trovano più a
casa. “Bravissimi ragazzi che uscivano la mattina e tornavano la sera. Quando erano a casa era come se non si sentissero. Molto rispettosi ed educati”, raccontano i vicini.

I ragazzi vivevano nell’appartamento da meno di due mesi. Uno dei quattro migranti uccisi “era solito, al rientro da lavoro, portare della frutta in dono al vicinato, soprattutto ai bambini”, racconta un vicino.

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