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LA STORIA DEL TERRITORIO TORNA ALLA LUCE A SQUILLACE TRA CARTE GRECHE E RINASCITA LATINA

Appuntamento il prossimo 6 settembre al Museo Diocesano di Arte Sacra, nell’ambito del progetto MAB dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Ingresso gratuito

di REDAZIONE 

– SQUILLACE (CZ) –  27 AGOSTO 2026 –   Ci sono territori che custodiscono la propria identità non soltanto nei monumenti e nelle pietre, ma anche nelle carte d’archivio, nei confini tracciati secoli fa e nelle testimonianze che hanno attraversato generazioni. È da questa prospettiva che prende forma a Squillace l’iniziativa “Dalla tradizione greca alla rinascita latina. Documenti e controversie territoriali (XI-XIX sec.)”, in programma domenica 6 settembre 2026 alle ore 18 al Museo Diocesano di Arte Sacra di Squillace (Catanzaro).

L’appuntamento propone un viaggio nella lunga trasformazione storica e culturale del territorio, seguendo le tracce lasciate dalla tradizione greca, dall’eredità bizantina e dal successivo consolidarsi della presenza e della cultura latina.

«Attraverso i documenti è possibile restituire voce a una storia che rischia di rimanere nascosta: quella dei territori, delle comunità e dei confini che nel tempo hanno cambiato forma e significato», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Nove secoli tra confini e identità

Il percorso documentario guarda a un arco cronologico particolarmente ampio, dall’XI al XIX secolo, mettendo al centro quelle testimonianze che consentono di leggere il territorio come uno spazio attraversato da trasformazioni politiche, ecclesiali e culturali.

Le controversie territoriali, in questo senso, diventano una chiave per comprendere non soltanto dispute e delimitazioni, ma anche l’evoluzione delle comunità e delle istituzioni che hanno contribuito a costruire l’identità locale.

Il passaggio dalla matrice greco-bizantina alla dimensione latina non viene dunque presentato come una semplice cesura, ma come un processo storico nel quale tradizioni differenti si sono incontrate, sovrapposte e trasformate.

«Riscoprire queste fonti significa comprendere meglio come la cultura del territorio sia nata dall’incontro di esperienze diverse, sedimentate nel corso dei secoli», sottolineano ancora i promotori.

Un patrimonio da custodire e condividere

L’iniziativa rientra nel Progetto Diocesano Integrato MAB – Museo, Archivio, Biblioteca dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, pensato per valorizzare in modo integrato il patrimonio culturale ecclesiastico e favorire un rapporto sempre più diretto tra documentazione, memoria e territorio.

La collaborazione con l’Archivio di Stato di Catanzaro aggiunge al progetto una specifica dimensione archivistica, offrendo l’occasione di avvicinare il pubblico a fonti che normalmente rimangono affidate alla consultazione degli studiosi.

«Aprire i documenti alla comunità significa trasformare la memoria conservata negli archivi in un patrimonio condiviso, capace di parlare anche alle nuove generazioni», è il messaggio che accompagna l’iniziativa.

La memoria come responsabilità

Nel cuore del progetto c’è quindi una domanda che supera la dimensione della semplice esposizione: come leggere il presente attraverso le tracce del passato?

Le antiche carte diventano così strumenti per ricostruire vicende, riconoscere trasformazioni e comprendere la complessità di un territorio nel quale la cultura bizantina e quella latina hanno lasciato segni profondi.

L’appuntamento di Squillace si inserisce in questa prospettiva, proponendo una forma di valorizzazione nella quale patrimonio documentario, identità locale e ricerca storica si incontrano.

Appuntamento al Museo Diocesano

L’inaugurazione è fissata per domenica 6 settembre alle ore 18 al Museo Diocesano di Arte Sacra di Squillace, in provincia di Catanzaro. L’ingresso è gratuito.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Diocesano Integrato MAB, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Catanzaro, e con il sostegno dei fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica.

Per informazioni è possibile contattare il numero +39 331 860 9475.