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LA MARCIA DELLA CGIL DOPO IL DELITTO DEI QUATTRO BRACCIANTI AD AMENDOLARA: LANDINI GUIDA IL CORTEO, SCHLEIN CHIEDE PIÙ STRUMENTI CONTRO IL CAPORALATO


Migliaia di persone hanno sfilato dopo l’uccisione dei lavoratori agricoli stranieri. Invocato un rafforzamento delle misure contro sfruttamento e caporalato

di REDAZIONE
Foto: ANSA.IT CALABRIA

AMENDOLARA (CS) – 6 GIUGNO 2026 –  La giornata si è aperta nel luogo in cui si è consumata la tragedia. Prima dell’avvio della manifestazione promossa dalla Cgil, il segretario generale Maurizio Landini e il segretario nazionale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, hanno deposto due corone di fiori presso la stazione di servizio di Amendolara, lungo il chilometro 395 della Strada Statale 106 Jonica.

Un gesto di raccoglimento e memoria dedicato ai quattro braccianti stranieri uccisi nei giorni scorsi: tre cittadini afghani e un cittadino pakistano, vittime di un episodio che ha profondamente colpito il territorio e il mondo del lavoro agricolo.

Migliaia in corteo per lavoro, sicurezza e legalità

Subito dopo la commemorazione, il corteo ha preso il via lungo le strade di Amendolara Marina. In testa alla manifestazione hanno sfilato Landini e Mininni, seguiti da diverse migliaia di persone giunte da numerose regioni italiane.

Accanto ai lavoratori e alle delegazioni sindacali erano presenti gruppi di braccianti stranieri, rappresentanze associative e delegazioni politiche. Tra queste, esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Libera, Rifondazione Comunista, Anpi e Legambiente.

Durante la marcia sono stati scanditi slogan dedicati alla sicurezza sul lavoro, alla legalità e al contrasto delle forme di sfruttamento. Tra i messaggi più ripetuti dai manifestanti quello contro le morti sul lavoro e contro le condizioni di irregolarità che interessano una parte della manodopera agricola.

L’intervento di Elly Schlein

A margine della manifestazione è intervenuta la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha chiesto un rafforzamento degli strumenti di contrasto al caporalato.

«Bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato», ha dichiarato Schlein ad Amendolara, nel corso della manifestazione organizzata dalla Cgil.

La leader democratica ha inoltre collegato il tema della sicurezza dei lavoratori a una più ampia riflessione sulle responsabilità che possono emergere lungo la filiera produttiva.

«Quattro braccianti uccisi brutalmente, con violenza inaudita, non è accettabile. Non si può più parlare soltanto di caporalato, ma bisogna parlare del padronato», ha affermato.

Schlein ha quindi precisato che sarà il lavoro degli inquirenti a chiarire il quadro delle responsabilità. «Spesso, adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato».

L’inchiesta e la mobilitazione

La manifestazione si è svolta mentre proseguono le indagini sull’omicidio dei quattro lavoratori agricoli. Il corteo ha rappresentato uno dei momenti pubblici più partecipati registrati in Calabria negli ultimi mesi sul tema delle condizioni di lavoro nei campi, riportando al centro del dibattito nazionale le questioni legate allo sfruttamento della manodopera, alla tutela dei lavoratori migranti e all’applicazione delle norme contro il caporalato.

Le attività investigative continuano per accertare ogni eventuale responsabilità collegata ai fatti avvenuti nei giorni scorsi.

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