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LA LETTERA APERTA CHE ACCENDE IL DIBATTITO SULLE RINNOVABILI: CONTROVENTO CALABRIA “SFIDA” LA GABANELLI


Il Coordinamento accusa: “nell’informazione sulle energie “pulite” si sta perdendo complessità. E chiede alla giornalista di ampliare lo sguardo su paesaggio, Costituzione e comunità locali”

di REDAZIONE

 –  PRESERRE (CZ) –  25 NOVEMBRE 2025 –    Il Coordinamento regionale Controvento – per il territorio e il paesaggio calabrese ha scelto di intervenire pubblicamente contro quella che definisce “l’ennesima narrazione banalizzante e fuorviante intorno alla realizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile”. “Una narrazione – accusano quelli di Controvento – che tende a presentare come inevitabile l’attuale avanzata dei grandi progetti industriali, anche quando questi incidono in modo pesante su ecosistemi, biodiversità, boschi, crinali, paesaggi e sulla stessa vita economica delle comunità”.

La critica: “Così si schiaccia la complessità”

Secondo Controvento, “una parte rilevante dell’informazione – “industrialmente organizzata”, scrivono – continua a sostenere un modello di transizione energetica che sacrifica territori e popolazioni, alimentando tensioni e proteste in tutta Italia”. Nel mirino, questa volta, è il “Data Room” del 12 novembre realizzato per il Corriere della Sera da Milena Gabanelli, giornalista riconosciuta per rigore e indipendenza.  Proprio questa autorevolezza, spiegano, ha spinto il Coordinamento a pubblicare una lettera aperta: il servizio della Gabanelli, pur documentato, avrebbe presentato il tema “in modo riduttivo”, appiattendosi “su una lettura confindustriale e lasciando in ombra la complessità del conflitto ecologico-territoriale”. Per Controvento, “così facendo, non si produce quell’informazione investigativa e “urticante” che dovrebbe servire al corpo sociale, ma si contribuisce – seppur involontariamente – al consolidamento di un discorso “egemone” che mette ai margini la legalità costituzionale e la reale ricerca di soluzioni alla crisi ambientale”.

La richiesta: “Guardare l’intero scenario, non normalizzare lo stravolgimento della Costituzione”

Il Coordinamento invita la giornalista “ad allargare lo sguardo e a riconoscere che la transizione non può essere affidata senza riserve alla stessa economia di mercato e alle logiche che hanno generato la crisi ecologica”. “Non si può presentare come normale – scrivono – lo stravolgimento della Costituzione repubblicana in nome dell’urgenza energetica.”

Per Controvento, “la posta in gioco è “troppo alta”: narrazioni distorte stanno penetrando nel sentire comune, svuotando di senso il dibattito pubblico e rendendo più fragile la capacità delle comunità di difendere i propri territori”.

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