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LA FESTA DELL’ASSUNTA A SQUILLACE: L’ARCIVESCOVO MANIAGO ESORTA I FEDELI A “BATTERSI CONTRO L’INCOERENZA”


Nella Basilica Concattedrale il presule ha presieduto la solenne celebrazione. La sua omelia si è concentrata sulla lotta tra bene e male e sull’importanza di Maria come guida e modello per i cristiani

di REDAZIONE

– SQUILLACE (CZ) –  15 AGOSTO 2025 –  La Basilica Concattedrale di Squillace, uno dei luoghi di culto più antichi intitolati all’Assunta, ha ospitato ieri la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago. La festa dell’Assunzione rappresenta per la comunità squillacese l’evento religioso più significativo dell’anno, insieme a quella del patrono Sant’Agazio, e storicamente segnava il giorno in cui il clero diocesano rinnovava l’obbedienza al vescovo. Durante la cerimonia, i fedeli hanno potuto ammirare la statua della cosiddetta “Madonna dormiente”, esposta in un’apposita cappella.

La lotta tra bene e male e il ruolo di Dio

Nella sua omelia, monsignor Maniago ha toccato temi profondi, partendo dalla riflessione sulla costante lotta tra bene e male che permea la vita umana. Ha sottolineato come il male sia una realtà innegabile e onnipresente, che fa sempre notizia e miete innumerevoli vittime. L’arcivescovo ha evidenziato con forza la presenza di sofferenza nel mondo, citando l’esempio della guerra e delle sue conseguenze devastanti su uomini, donne, anziani e bambini. “Costantemente siamo informati sul male che c’è nel mondo. Il male fa sempre notizia, c’è e fa tante vittime. La guerra è un male: miete vittime, uomini, donne, anziani, bambini”, ha affermato il presule. Ha poi ribadito un concetto di speranza e fede: “E se è certo che c’è il male, è altrettanto certo che c’è il Signore che è venuto in mezzo a noi per aiutarci in questa lotta, per insegnarci a vivere in questo mondo in cui c’è anche il male. Non siamo soli. Il Signore è presente in mezzo a noi”.

Maria, la forza per il cammino di fede

L’arcivescovo ha poi posto l’accento sul ruolo fondamentale di Maria nel progetto divino. Descrivendola come colei che “lotta con noi nel sacrificio che dobbiamo fare per costruire un mondo nuovo”, ha sottolineato che ignorare il suo aiuto sarebbe un errore. “Non ricorrere a lei, non richiedere il suo aiuto, sarebbe come camminare zoppi, rallentare la corsa. Lei sostiene il nostro cammino”, ha aggiunto. La celebrazione dell’Assunta, ha spiegato monsignor Maniago, è un’opportunità per i fedeli di purificare la propria fede, poiché la devozione verso Maria rappresenta una fonte di forza e un modello da seguire.

Preghiera e coerenza come guide

Monsignor Maniago ha concluso la sua riflessione indicando due pilastri su cui i cristiani dovrebbero fondare la propria esistenza: la preghiera e l’esempio di Maria. La preghiera, ha spiegato, serve per ringraziare Dio per ciò che ha fatto per l’umanità, mentre l’esempio della madre di Gesù, con il suo “sì” all’angelo, rappresenta il modello di obbedienza e fede. Con un monito finale, l’arcivescovo ha messo in guardia i fedeli dal peccato dell’incoerenza, definendolo “uno dei peccati più gravi che abbiamo nel cuore”. Ha concluso esortando a seguire valori come l’amore, la fraternità e l’accoglienza, affinché la festa dell’Assunta possa diventare una vera e propria benedizione.

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