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LA CERTEZZA DI “RADICI E ALI”: «IL SINDACO DI CHIARAVALLE CENTRALE VUOLE SOLO YES MEN»


Il movimento civico: “Donato si isola mentre la macchina amministrativa collassa”

di REDAZIONE   

 –  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  16 LUGLIO 2025 – “Un modello di governo chiuso, autoreferenziale e sempre più impermeabile al confronto democratico”. È questa la denuncia lanciata dal movimento civico Radici e Ali, che in un comunicato stampa accende i riflettori sulla crisi politica e amministrativa che sta attraversando il Comune di Chiaravalle Centrale.

“La nostra comunità – affermano dal movimento – sta vivendo un preoccupante declino del dialogo e della partecipazione. Siamo di fronte a una leadership che si autocelebra e si isola, ignorando i principi basilari della democrazia e della sana collaborazione. Non è un caso se le parole di Indro Montanelli suonano oggi come un avvertimento preciso: quando un uomo si crede intoccabile e si circonda solo di chi dice sempre sì, il sistema implode. È esattamente ciò che sta accadendo qui”.

Secondo Radici e Ali, il primo cittadino Domenico Donato avrebbe costruito, nel corso degli ultimi otto anni, una maggioranza “a propria immagine e somiglianza, annullando ogni forma di pluralismo e trasformando la politica locale in un monologo solitario”.

“Si comporta come un bambino capriccioso che, proprietario del pallone, dice agli altri: Se non gioco io, me lo porto a casa”. Il riferimento, spiegano, “non è solo all’accentramento del potere, ma anche all’assenza di una visione competente e strutturata per guidare un paese complesso come Chiaravalle Centrale”.

Le critiche si concentrano soprattutto sul “clima di chiusura” che, a detta del movimento civico, regna all’interno dell’amministrazione comunale. “Ogni tentativo di un assessore o di un consigliere di esprimere un’opinione diversa o di proporre una riflessione critica viene sistematicamente respinto. Il risultato? Un dibattito politico locale completamente svuotato, sterile e improduttivo”.

La denuncia è chiara: “La mancanza di un vero team competente e operativo, sostituito da una cerchia di fedelissimi e amicizie personali che dicono sì ma producono scarsi risultati politico-amministrativi”. Ma questo “consenso costruito su mere logiche clientelari e sulla fedeltà acritica non può che portare, prima o poi, a un crollo rovinoso”.

Il movimento Radici e Ali invita infine la comunità locale a una riflessione collettiva: “La solitudine del potere non è un segno di forza, ma di fragilità. È arrivato il momento di ripristinare un confronto sano e trasparente, basato sul merito e sulla partecipazione vera. Solo così – concludono – si può pensare di restituire al paese una prospettiva di crescita reale e condivisa”.

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