‘KLEOPATRA’, LA ROTTA GLOBALE DELLA COCAINA: LA DDA DI CATANZARO CHIUDE L’INCHIESTA SU 53 INDAGATI LEGATI ALLA COSCA GALLACE
Dalle piantagioni sudamericane ai porti europei, passando per il centro decisionale di Guardavalle. L’inchiesta ricostruisce un presunto sistema internazionale di traffico di cocaina legato al clan
di REDAZIONE
– GUARDAVALLE (CZ) – 15 MARZO 2026 – La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 53 persone coinvolte nell’operazione denominata “Kleopatra”, un’inchiesta che punta i riflettori su un presunto sistema internazionale di traffico di cocaina riconducibile alla cosca Gallace di Guardavalle, nel Catanzarese, a pochi chilometri da Soverato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo criminale avrebbe svolto un ruolo centrale nella gestione di una rete capace di spostare ingenti quantitativi di stupefacenti dal Sud America fino all’Europa. L’attività investigativa, coordinata dai magistrati della DDA e sviluppata operativamente dalla Guardia di Finanza, ha ricostruito rapporti e collegamenti che, secondo l’accusa, avrebbero consentito alla cosca di operare su scala transnazionale.
Guardavalle come centro decisionale
Dalle indagini emerge la presunta funzione strategica di Guardavalle, indicata dagli investigatori come il punto di comando di una struttura criminale che avrebbe gestito contatti e operazioni logistiche legate al narcotraffico.
Per gli inquirenti, la cosca Gallace sarebbe riuscita a instaurare canali diretti con fornitori attivi in Colombia, Brasile e Guyana, assicurando un flusso costante di cocaina verso il continente europeo. In questa ricostruzione investigativa, il piccolo centro della costa ionica calabrese viene descritto come uno snodo decisionale da cui sarebbero partite le strategie per l’importazione e la distribuzione dello stupefacente.
Le rotte del traffico verso l’Europa
Il sistema descritto nell’inchiesta si sarebbe basato su una logistica complessa. Gli investigatori ipotizzano l’utilizzo di navi portacontainer per il trasporto della droga lungo rotte transoceaniche, con arrivo nei principali porti europei.
Una volta giunta nel continente, la cocaina sarebbe stata smistata verso diversi mercati. Secondo quanto contestato dalla procura, oltre al territorio calabrese lo stupefacente avrebbe raggiunto anche alcune aree del Lazio e della Toscana, oltre ad altri Paesi europei. Gli inquirenti ritengono che queste dinamiche abbiano consolidato il ruolo della cosca nel circuito internazionale del narcotraffico.
L’indagine tra intercettazioni e analisi finanziarie
L’operazione rappresenta l’esito di una lunga attività investigativa condotta attraverso intercettazioni, pedinamenti e analisi dei flussi finanziari. Il lavoro degli specialisti della Guardia di Finanza ha permesso di ricostruire, secondo l’ipotesi accusatoria, i rapporti tra intermediari, fornitori sudamericani e referenti europei.
Il quadro delineato dalla DDA di Catanzaro descrive un’organizzazione ritenuta altamente strutturata, capace – secondo gli investigatori – di dialogare con broker internazionali e di inserirsi stabilmente nelle principali rotte del traffico di droga verso l’Europa.
I prossimi passaggi giudiziari
Con la notifica della chiusura delle indagini, gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati dai magistrati.
Al termine di questa fase, la Procura di Catanzaro valuterà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei soggetti coinvolti. L’inchiesta resta quindi nella fase preliminare del procedimento penale e le contestazioni dovranno essere verificate nel corso dell’eventuale processo.

















