KLEOPATRA, LA PRESUNTA RETE INTERNAZIONALE DELLA COSCA GALLACE: 17 RINVII A GIUDIZIO E 33 IMPUTATI SCELGONO L’ABBREVIATO
Repertorio
Secondo la Dda di Catanzaro, l’organizzazione avrebbe gestito importazioni di cocaina, eroina, hashish e marijuana tra Sudamerica ed Europa. Il gup dispone 17 rinvii a giudizio, mentre 33 imputati optano per il rito abbreviato
di REDAZIONE
– GUARDAVALLE (CZ) – 20 GIUGNO 2026 – Prosegue il percorso giudiziario dell’operazione “Kleopatra”, l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ipotizza l’esistenza di una struttura criminale riconducibile alla cosca Gallace di Guardavalle, ritenuta dagli investigatori attiva nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Il gup distrettuale del Tribunale di Catanzaro, Marilena Sculco, al termine dell’udienza preliminare, ha disposto il rinvio a giudizio di 17 imputati, mentre altri 33 hanno scelto il rito abbreviato. Due posizioni sono state invece separate dal procedimento.
Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe operato lungo una direttrice che collegava il Sudamerica all’Europa attraverso una complessa rete logistica capace di movimentare ingenti quantitativi di droga tra Perù, Colombia, Brasile, i porti del Nord Europa e diversi scali italiani.
Le contestazioni della Procura: droga nascosta nei container e cocaina liquida
Nelle contestazioni formulate dalla Dda emerge il quadro di un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato molteplici sistemi per introdurre lo stupefacente nel continente europeo.
Le indagini descrivono spedizioni occultate all’interno di container commerciali, ma anche l’impiego di tecniche considerate particolarmente sofisticate, come la trasformazione della cocaina in forma liquida e il suo occultamento in prodotti apparentemente innocui, tra cui confezioni di succo di moringa o materiali destinati al trasporto di prodotti ortofrutticoli.
Per gli investigatori, il centro decisionale dell’organizzazione sarebbe stato localizzato a Guardavalle, nel Catanzarese, indicato come luogo di riferimento per le decisioni strategiche del gruppo. Le basi operative e i depositi temporanei dello stupefacente sarebbero stati invece distribuiti in diverse regioni italiane.
I 17 imputati rinviati a giudizio
Il processo ordinario prenderà il via il prossimo 16 settembre. Tra le persone rinviate a giudizio figurano Ruben Alicandri, Lucio Aquino, Felice Barone, Giuseppe Borgese, Vincenzo Borromeo, Teodoro Capuano, Giovanni De Luggo, Giovanni Marinelli, Alessandro Mazzei, Giovanni Laera, Donato Oliverio, Riccardo Radicchi, Giacinto Raho, Rossano Sebastiani, Andrea Serra, Mario Serra e Salvatore Vetrano.
Per tutti vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
La scelta del rito abbreviato per 33 imputati
Un secondo gruppo di imputati ha invece richiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, procedimento che consente la definizione del processo sulla base degli atti raccolti durante le indagini.
Tra coloro che hanno optato per questa strada figurano, tra gli altri, Antonio Gallace, Cosimo Damiano Gallace, Cesare Antonio Arcorace, Francesco Aloi, Vincenzo Pasquino, Nicola Chiefari, Francesco Riitano e diversi altri soggetti coinvolti nell’inchiesta.
L’udienza davanti al gup è stata aggiornata al 19 ottobre, data fissata per la requisitoria del pubblico ministero.
Due posizioni separate dal procedimento
Il giudice ha inoltre disposto lo stralcio di due posizioni.
Quella di Roberto Nastasi è stata separata perché, secondo quanto riportato nel provvedimento, l’imputato risulterebbe latitante. Diversa la situazione di Leone Pezzimenti, detenuto all’estero e quindi impossibilitato a partecipare nelle forme previste all’udienza preliminare.
La presunta rete internazionale tra Sudamerica, Europa e porti italiani
L’impianto accusatorio ricostruisce una struttura ritenuta capace di operare stabilmente nel tempo e di mantenere collegamenti costanti tra più Paesi.
Secondo la Procura, i canali di approvvigionamento della cocaina sarebbero stati localizzati soprattutto in Colombia, Ecuador, Perù e Brasile, mentre alcuni riferimenti logistici e commerciali sarebbero stati presenti anche in Olanda e Germania.
Le spedizioni avrebbero raggiunto l’Europa attraverso i porti di Rotterdam e altri scali internazionali per poi transitare, secondo gli inquirenti, attraverso diversi porti italiani, tra cui Gioia Tauro, Livorno e Trieste.
L’accusa sostiene inoltre che il gruppo disponesse di una rete di soggetti incaricati del recupero dello stupefacente, dell’occultamento dei carichi e della successiva distribuzione sul territorio nazionale.
Il ruolo attribuito agli indagati ritenuti ai vertici
Nella ricostruzione della Dda, un ruolo centrale sarebbe stato svolto da Cosimo Damiano Gallace, indicato come figura di riferimento dell’organizzazione.
Accanto a lui, gli investigatori collocano Domenico Vitale, ritenuto uno dei principali interlocutori nelle attività legate alla gestione dei carichi e ai rapporti con fornitori esteri.
Le contestazioni descrivono inoltre il coinvolgimento di soggetti incaricati di seguire le importazioni dal Sudamerica, organizzare il recupero della droga nei porti e mantenere i contatti con i referenti all’estero.
Si tratta, va ribadito, di ricostruzioni contenute negli atti dell’accusa che saranno sottoposte al vaglio del processo.
Il presunto broker del narcotraffico
Tra le figure maggiormente evidenziate nell’inchiesta compare Cesare Antonio Arcorace, soprannominato “Kleopatra”, dal quale prende il nome l’operazione.
Secondo la Dda, Arcorace avrebbe svolto funzioni di collegamento con fornitori operanti tra Sudamerica ed Europa, partecipando alla pianificazione di importazioni di cocaina e alla gestione dei contatti necessari alle operazioni logistiche.
Gli investigatori gli attribuiscono anche un ruolo nella creazione di canali di comunicazione riservati utilizzati per mantenere i rapporti tra i presunti appartenenti al gruppo e i referenti esteri.
La difesa degli imputati
Nel procedimento sono impegnati numerosi professionisti del foro calabrese e nazionale. Tra gli avvocati che compongono il collegio difensivo figurano, tra gli altri, Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Michele Maimone, Anselmo Torchia, Giuseppe Milicia, Armando Scarpino, Antonio Ludovico, Giuseppe Fonte, Alfredo Alcorace, Guido Contestabile, Serena Lacaria, Francesco Mancuso, Michele D’Agostino, Luca Cianferoni e Giuseppe Gervasi.
Le posizioni degli imputati saranno ora esaminate nelle rispettive sedi processuali.

















