INFLUENZA RECORD IN CALABRIA, OSPEDALI SOTTO PRESSIONE E PRONTO SOCCORSO AL LIMITE: L’EPIDEMIA STAGIONALE TRAVOLGE AMBULATORI E REPARTI
Migliaia di accessi in pochi giorni, polmoniti in aumento e carenza di posti letto. I medici invitano a rivolgersi prima ai medici di famiglia. L’ondata influenzale che sta mettendo in ginocchio la regione
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 10 GENNAIO 2026 – La Calabria si trova ad affrontare la più intensa epidemia influenzale degli ultimi anni, una pressione costante che sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema sanitario regionale. Gli studi di medicina generale sono sovraffollati, mentre negli ospedali gli accessi quotidiani si moltiplicano a ritmo sostenuto. A circolare sono i ceppi dell’influenza stagionale, in particolare H1N1 e, più recentemente, H3, responsabili di un numero di casi nettamente superiore rispetto allo scorso anno, nonostante i ripetuti appelli all’adesione alla campagna vaccinale.
Secondo i dati disponibili, fino al 7 gennaio era stato somministrato circa il 55% delle dosi previste per la popolazione over 65, una copertura che non è riuscita a contenere l’impatto dell’epidemia.
Pronto soccorso affollati e polmoniti in aumento
Negli ultimi giorni si è registrato un incremento significativo dei casi di polmonite, con i pronto soccorso ormai sotto pressione per l’afflusso continuo di pazienti che necessitano di cure. All’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia si sono contati circa 200 accessi in una sola giornata, un dato in linea con quanto avvenuto negli altri capoluoghi calabresi e in diverse regioni italiane.
Nel periodo a cavallo di Capodanno, a Cosenza sono stati gestiti quasi 600 accessi in 48 ore, con circa 50 ricoveri. A Reggio Calabria i pazienti presi in carico nello stesso arco temporale sono stati oltre 400, mentre a Catanzaro l’afflusso si è intensificato soprattutto negli ultimi giorni, assumendo dimensioni rilevanti.
I pazienti più colpiti e la criticità dei posti letto
Le complicanze influenzali hanno interessato prevalentemente anziani e soggetti fragili, ma la difficoltà principale segnalata dalle strutture sanitarie è stata la carenza di posti letto. I quadri clinici più gravi hanno riguardato pazienti con compromissioni respiratorie, in alcuni casi tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva.
A Catanzaro, il primario del pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera-universitaria “Renato Dulbecco”, Giuseppe Masciari, ha spiegato che la situazione era attesa: «Stiamo entrando nel pieno del picco influenzale, con un numero importante di accessi che era stato previsto già da tempo». La dichiarazione è stata rilasciata nei giorni scorsi, nel corso di interventi informativi legati all’andamento dell’epidemia.
Le contromisure: ambulatori straordinari e Flu Point
Per cercare di decongestionare i pronto soccorso, alcune aziende sanitarie hanno attivato soluzioni alternative. All’Annunziata di Cosenza è stato istituito un Flu Point, un ambulatorio straordinario dedicato alla gestione dei casi meno urgenti, con l’obiettivo di ridurre la pressione sui reparti di emergenza. In altri territori calabresi sono stati attivati ambulatori temporanei analoghi, destinati ai pazienti con sintomi non complessi.
L’appello dei medici di famiglia
Parallelamente, diversi medici di medicina generale hanno lanciato un appello affinché i cittadini evitino di recarsi direttamente in pronto soccorso «senza aver prima contattato il medico di famiglia». Una scelta che, spiegano, non solo risulta spesso inutile, ma rappresenta anche un rischio per i pazienti fragili e per gli anziani, maggiormente esposti alle infezioni ospedaliere.
Il medico di base, che conosce la storia clinica del paziente, le patologie croniche e la polimorbilità, resta il primo riferimento per una valutazione appropriata e per decidere se sia necessario il ricorso alle strutture ospedaliere.
Quando è necessario l’accesso in ospedale
Il ricorso all’ospedale diventa indispensabile quando le condizioni non sono più gestibili a domicilio. I sanitari indicano come parametri fondamentali da monitorare la temperatura corporea e la saturazione dell’ossigeno, insieme a una corretta idratazione, essenziale per prevenire la disidratazione nei soggetti colpiti dall’influenza.
La gestione territoriale e ospedaliera dell’epidemia prosegue mentre la regione si avvia ad affrontare il pieno del picco stagionale, con un sistema sanitario impegnato su più fronti.

















