INCHIESTA OSTRO, CHIESTO IL PROCESSO PER 57 INDAGATI. LA DDA: «INFLUENZA MAFIOSA SUL BASSO IONIO E SULLE ELEZIONI DI BADOLATO»
Il procuratore distrettuale antimafia punta al rinvio a giudizio: al centro dell’inchiesta il presunto potere della cosca Gallace e i rapporti con amministratori locali
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 5 DICEMBRE 2025 – La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di 57 persone coinvolte nell’operazione Ostro, indagine che – secondo l’accusa – avrebbe documentato la capacità pervasiva della cosca Gallace di Guardavalle sul territorio del Basso Ionio catanzarese.
Le contestazioni: dall’associazione mafiosa al voto di scambio
Ai vari indagati vengono contestati, a seconda delle posizioni, reati quali associazione di stampo mafioso, concorso esterno, voto di scambio politico-mafioso, minacce, estorsione, procurata inosservanza di pena, trasferimento fraudolento di valori, oltre a reati su armi e stupefacenti.
Secondo la Dda, il gruppo avrebbe avuto accesso a un ingente arsenale, con presunte importazioni di fucili da guerra da Serbia e Montenegro, e avrebbe esercitato un controllo «capillare e asfissiante» sulle attività economiche e sociali del territorio.
Il capitolo politico: l’ombra sulle elezioni di Badolato
Una delle contestazioni più delicate riguarda il presunto condizionamento delle elezioni amministrative di Badolato del 2021.
La Procura sostiene che un accordo illecito tra Antonio Paparo, il sindaco Nicola Parretta e il vicesindaco Ernesto Maria Menniti avrebbe favorito la vittoria elettorale di Parretta, permettendo a Paparo di inserirsi negli assetti dell’ente. Tra gli episodi richiamati dall’accusa, anche la nomina del figlio di Paparo, Maicol, a presidente del Consiglio comunale.
Tutte ricostruzioni, queste, che dovranno ora essere valutate in sede giudiziaria.
Le parti offese e il prossimo appuntamento
Sono stati riconosciuti come parti offese lo Stato, il Comune di Badolato e sei cittadini. Il gip Gilda Danila Romano ha fissato l’udienza preliminare per il 9 gennaio.

















