IL SINDACO DI GIRIFALCO SCRIVE AL PRESIDENTE MATTARELLA: «L’ASILO DIVENTI UN CENTRO PER L’AUTISMO»
Il primo cittadino Mario Deonofrio chiede attenzione istituzionale per riconvertire una struttura finanziata con fondi Pnrr in un centro diurno per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico. “Non ci sono soltanto un edificio e una procedura amministrativa, ma famiglie che chiedono di non essere lasciate sole”
di REDAZIONE
– GIRIFALCO (CZ) – 16 OTTOBRE 2026 – Trasformare un investimento pubblico già realizzato in una risposta concreta ai bisogni delle famiglie che convivono con l’autismo. È questo l’obiettivo dell’istanza che il sindaco di Girifalco, Mario Deonofrio, ha indirizzato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo attenzione istituzionale sulla possibilità di modificare la destinazione d’uso di un immobile finanziato attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), inizialmente concepito per ospitare un asilo nido.
Al centro della richiesta c’è una questione che intreccia servizi pubblici, inclusione sociale e sostegno alle famiglie. L’amministrazione comunale propone di valutare la riconversione della struttura in un centro diurno per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, con l’intento di colmare una carenza di servizi dedicati sul territorio.
Due strutture finanziate dal Pnrr, una nuova esigenza sociale
La particolarità della situazione, evidenziata dal sindaco nella lettera al Capo dello Stato, è che Girifalco dispone già di un asilo nido realizzato anch’esso grazie a risorse PNRR e ritenuto adeguato a rispondere alle esigenze locali per i servizi educativi destinati alla prima infanzia.
Da qui nasce la proposta di destinare diversamente la seconda struttura, senza rinunciare agli obiettivi di interesse pubblico che hanno accompagnato il finanziamento originario.
L’idea, precisa Deonofrio, non è quella di sottrarre al territorio un servizio essenziale, ma di verificare se un immobile già realizzato possa essere utilizzato per rispondere a un’altra necessità altrettanto rilevante.
La richiesta punta, dunque, a valorizzare il patrimonio pubblico, individuando una possibile destinazione capace di produrre benefici concreti per una fascia di popolazione che necessita di assistenza, accompagnamento e opportunità di inclusione.
Autismo, famiglie spesso lasciate sole
Nella lettera inviata al Quirinale, il sindaco richiama l’attenzione sulle difficoltà che molte famiglie affrontano quotidianamente per reperire servizi adeguati, continuativi e facilmente accessibili.
La carenza di strutture specializzate, sottolinea il primo cittadino, può costringere i genitori a sostenere un carico assistenziale considerevole, ricorrendo in alcuni casi a servizi situati lontano dal Comune di residenza.
Un centro diurno a Girifalco potrebbe contribuire a costruire una risposta più vicina ai bisogni della comunità, attraverso percorsi dedicati all’autonomia personale, alla socializzazione e all’inclusione, offrendo al tempo stesso un sostegno alle famiglie.
È questo il cuore della proposta: fare in modo che una struttura pubblica possa diventare un luogo di accoglienza e opportunità per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, rafforzando la rete territoriale dei servizi.
La richiesta a Mattarella: favorire una valutazione istituzionale
Deonofrio è consapevole che il presidente della Repubblica non ha competenza diretta nell’autorizzare il cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Per questo, la lettera non si configura come una richiesta di intervento amministrativo diretto, ma come un appello affinché la questione possa essere conosciuta e portata all’attenzione delle autorità competenti.
Ogni eventuale modifica, chiarisce il sindaco, dovrà avvenire nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee e dei vincoli legati alle risorse del PNRR.
L’obiettivo è individuare una soluzione legittima, compatibile con le condizioni del finanziamento e capace di rispondere alle necessità del territorio. Un percorso che richiede verifiche tecniche e amministrative, ma che l’amministrazione comunale ritiene meritevole di essere approfondito alla luce dei principi di coesione sociale, inclusione e riduzione delle disuguaglianze.
“Dietro questa richiesta ci sono bambini e famiglie”
Il passaggio più significativo della lettera è quello in cui il sindaco sposta l’attenzione dall’edificio alle persone che potrebbero beneficiarne.
«Dietro questa richiesta non vi sono soltanto un edificio, un finanziamento o una procedura amministrativa. Vi sono bambini, ragazzi e famiglie che chiedono alle Istituzioni di non essere lasciati soli», scrive Deonofrio rivolgendosi al presidente Mattarella.
Una dichiarazione che riassume il senso dell’iniziativa: non una semplice operazione di riconversione immobiliare, ma la ricerca di una possibilità concreta per ampliare i servizi destinati alle persone più vulnerabili.
«Vi è la possibilità di trasformare una struttura già realizzata con risorse pubbliche in un luogo capace di dare risposte concrete a chi oggi ne ha maggiore bisogno», aggiunge il primo cittadino.
La sfida: coniugare vincoli e bisogni del territorio
La proposta apre una questione che dovrà essere affrontata nelle sedi competenti: verificare se e a quali condizioni sia possibile modificare la funzione originaria dell’immobile senza compromettere gli obblighi connessi al finanziamento pubblico.
Per Girifalco, la prospettiva indicata dal sindaco è quella di mettere a disposizione della comunità una risorsa già esistente, cercando di rispondere a una domanda sociale che riguarda non soltanto i diretti interessati, ma anche le famiglie e l’intero sistema dei servizi territoriali.
La lettera al Quirinale si chiude con un ringraziamento al Capo dello Stato e con la fiducia che la questione possa ricevere l’attenzione delle istituzioni chiamate a valutarla.
Adesso il passaggio decisivo sarà comprendere quali margini normativi e amministrativi esistano per rendere possibile la riconversione. La finalità dichiarata dal Comune è chiara: trasformare una struttura pubblica in un’opportunità di assistenza, autonomia e inclusione per bambini e ragazzi con autismo, senza perdere di vista la legalità e la corretta gestione delle risorse pubbliche.

















