Tra cucina rituale, musica popolare e memoria condivisa, il FAI celebra una delle tradizioni più antiche trasformandola in esperienza interculturale aperta al mondo
di REDAZIONE
– BADOLATO (CZ) – 5 GENNAIO 2026 – Badolato Borgo è tornato a essere crocevia di storie, sapori e culture. Domenica 1 febbraio, il suggestivo centro storico jonico ha ospitato il terzo appuntamento del progetto FAI Ponte tra Culture, promosso dalla Delegazione FAI di Catanzaro, confermandosi laboratorio vivo di dialogo interculturale attraverso il patrimonio immateriale calabrese.
Dopo l’inaugurazione ufficiale avvenuta lo scorso ottobre durante le Giornate FAI d’Autunno 2025, e dopo l’evento di novembre dedicato alla raccolta delle olive e alla produzione dell’Olio EVO, il nuovo incontro ha acceso i riflettori su uno dei momenti più simbolici della civiltà contadina regionale: “Il rito del maiale in Calabria nella tradizione popolare: un’antica festa di comunità”.
Cucina rituale e saperi tramandati
Cuore pulsante della giornata è stato il laboratorio teorico-pratico di cucina tradizionale, un vero e proprio racconto corale affidato a mani esperte e voci autorevoli del territorio.
A guidarlo, il macellaio e salumiere Massimo Bressi della storica Macelleria Bressi di Badolato Marina, affiancato dalla scrittrice Barbara Froio e da un team di chef dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, guidati dal presidente Domenico Origlia e dalla Lady Chef Lidia Cipriani. “Il rito del maiale non è solo cucina – ha spiegato Bressi – ma un codice culturale fatto di gesti, tempi e relazioni. Raccontarlo significa salvaguardare una memoria collettiva che rischia di andare perduta”.
Una tavola che unisce il mondo
Alla dimensione didattica è seguita quella conviviale, con un pranzo comunitario presso il Ristorante Il Castellano, occasione di scambio e incontro tra partecipanti provenienti da contesti diversi. L’evento ha infatti registrato una significativa presenza internazionale: argentini, americani, inglesi, svizzeri e svedesi, testimoni di un interesse crescente verso la cultura calabrese come spazio di inclusione. “FAI Ponte tra Culture nasce proprio per questo – ha sottolineato il coordinamento del progetto – creare occasioni autentiche in cui il patrimonio diventa linguaggio universale”.
Musica, narrazione e identità
A scandire i momenti della giornata, le storie e le melodie di Andrea Bressi Cantastorie, che con la sua musica popolare calabrese ha restituito al pubblico il valore orale e narrativo della tradizione. “Cantare queste storie – ha raccontato – significa restituire voce alle comunità che le hanno vissute e tramandate”.
Arte, memoria e accoglienza
Nel pomeriggio, i partecipanti – accompagnati dalla Pro Loco Badolato APS, dai volontari SCU dell’UNPLI Calabria e dallo stesso cantastorie – hanno visitato Palazzo Gallelli e la mostra artistico-culturale “Pupi, Papatuli e Babbareddi”, ospitata presso il CAT – Centro di Accoglienza Turistico-Culturale. L’esposizione, frutto del lavoro di Linea Jonica APS e del Team Artist “Spop-Art”, sarà visitabile gratuitamente fino al 12 aprile 2026, confermando Badolato come spazio aperto alla contaminazione artistica e culturale.
I prossimi passi del FAI
La Delegazione FAI di Catanzaro guarda già avanti. Il prossimo appuntamento è fissato per il 28 febbraio a Caraffa di Catanzaro, con l’evento “Lingua Madre – Calabria Arbëreshe”, mentre ad aprile Badolato ospiterà un nuovo grande momento di festa e condivisione dedicato alla sua comunità multiculturale internazionale. Un percorso che dimostra come la tradizione, quando è vissuta e raccontata, possa diventare futuro condiviso.
