IL BILANCIO RESTA FUORI DALL’AULA E IN CONSIGLIO ARRIVA UN NUOVO DEBITO: RADICI E ALI INCALZA IL SINDACO A CHIARAVALLE CENTRALE
Chiaravalle Centrale, veduta
Il movimento civico chiede spiegazioni formali all’amministrazione: perché il documento più importante dell’ente non è stato portato nei termini? E come si conciliano le rassicurazioni quotidiane sui conti con un altro debito fuori bilancio da riconoscere?
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 27 MARZO 2026 – “Se i conti del Comune sono davvero così solidi come il sindaco continua a ripetere, allora c’è una domanda che oggi pesa più di tutte: perché il bilancio non arriva in aula nei termini, mentre il Consiglio comunale viene convocato con all’ordine del giorno il riconoscimento di un nuovo debito fuori bilancio?”.
È su questo nodo che il movimento civico Radici e Ali torna all’attacco, chiedendo al sindaco di chiarire pubblicamente una contraddizione che appare sempre più evidente: “Da una parte le rassicurazioni continue sulla tenuta dei conti pubblici, dall’altra una convocazione che non prevede il bilancio di previsione e che invece porta in Consiglio un altro passaggio delicatissimo sul fronte debitorio”.
“Il punto politico è tutto qui. Perché il bilancio di previsione non è un atto secondario, ma il documento fondamentale con cui un ente dice come intende reggere entrate, spese e prospettive finanziarie. E per gli enti locali della Calabria il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2026/2028 è stato differito dal Ministero dell’Interno al 31 marzo 2026” sottolinea il documento.
Da qui la domanda che Radici e Ali rivolge al primo cittadino: “Perché non si è riusciti a portare il bilancio in aula nei termini? È un interrogativo che non riguarda soltanto un aspetto tecnico, ma investe direttamente la credibilità politica dell’amministrazione. Perché se davvero la situazione sarebbe sotto controllo, allora non si capisce per quale ragione il documento contabile più importante resti fuori dall’ordine del giorno proprio a ridosso della scadenza”.
E ancora: “Non si era detto che il Comune non aveva debiti?” È questa l’altra obiezione che il movimento civico mette sul tavolo. Perché “la presenza del riconoscimento di un debito fuori bilancio, nel pieno di un dibattito già acceso sulla condizione dei conti comunali, finisce inevitabilmente per riaccendere sospetti, polemiche e richieste di trasparenza. In politica, prima ancora che in ragioneria, contano i fatti. E i fatti dicono che si torna in aula non con il bilancio, ma con un debito da approvare”.
Radici e Ali, per questo, rivolge al sindaco “un invito formale a fornire spiegazioni chiare, puntuali e pubbliche. Non formule di circostanza, non slogan rassicuranti, ma una risposta precisa ai cittadini: perché il bilancio non è stato portato in Consiglio nei tempi indicati e quale sia oggi la reale condizione finanziaria dell’ente”.
Sul piano normativo, “il mancato rispetto del termine non si traduce automaticamente in un vuoto senza conseguenze: il quadro previsto dal TUEL contempla infatti l’attivazione della procedura prefettizia, con l’assegnazione di un termine ulteriore non superiore a venti giorni e, in caso di ulteriore inerzia, l’intervento sostitutivo”. Ma proprio questo rende la vicenda ancora più politica: arrivare a ridosso della scadenza senza il bilancio in aula significa comunque offrire all’opposizione e alla città un terreno fertile per contestazioni durissime.
Nel resto dell’ordine del giorno figurano l’approvazione dei verbali della seduta precedente, le aliquote IMU per il 2026, la conferma dell’addizionale comunale IRPEF, la verifica della quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare a residenza, attività produttive e terziarie con relativa determinazione dei prezzi, e il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali.
Ma è evidente che il vero centro politico della seduta non sarà nessuno di questi punti. Sarà l’assenza del bilancio e la comparsa di un nuovo debito fuori bilancio.
Ed è esattamente su questa contraddizione che Radici e Ali chiede al sindaco di “smettere di rassicurare e cominciare, finalmente, a spiegare”.

















