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I GIOVANI E LA SFIDA DELL’AUTENTICITÀ: A SATRIANO VEGLIA CON LE RELIQUIE DI CARLO ACUTIS

Questa sera alle 21 la comunità si riunisce nella parrocchia Santa Maria della Pace per un momento di preghiera guidato dall’arcivescovo Maniago. Al centro, il messaggio del giovane beato e il richiamo a una fede vissuta nel quotidiano

di REDAZIONE

 –  SATRIANO (CZ) –  10 APRILE 2026 –   Questa sera, venerdì 10 aprile 2026 alle ore 21:00, la comunità di Satriano Marina si ritrova nella Parrocchia Santa Maria della Pace per un appuntamento che unisce spiritualità intensa e attenzione alle nuove generazioni. La veglia di preghiera, organizzata in ambito diocesano, ruota attorno all’accoglienza delle reliquie di Carlo Acutis, figura ormai centrale nella proposta pastorale rivolta ai giovani.

L’iniziativa si inserisce in un percorso ecclesiale più ampio che punta a rendere concreta e accessibile la testimonianza cristiana, scegliendo come riferimento un ragazzo capace di parlare il linguaggio del presente senza rinunciare alla profondità della fede.

La guida dell’arcivescovo Maniago

A presiedere la celebrazione sarà monsignor Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, chiamato a guidare la preghiera comunitaria. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori nella nota di presentazione dell’evento diffusa in data 10 aprile 2026, l’arcivescovo accompagnerà i fedeli in una riflessione sulla chiamata universale alla santità, riletta nella dimensione concreta della vita quotidiana.

L’intervento si inserisce nella linea pastorale che invita a superare una visione astratta della fede, proponendola invece come esperienza vissuta, accessibile e incarnata nella realtà di ogni giorno.

“Originali, non copie”: il messaggio che attraversa la veglia

Il titolo scelto per l’incontro, “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”, riprende una frase ormai emblematica attribuita a Carlo Acutis. Un’espressione che, nel contesto dell’evento, diventa chiave di lettura dell’intera veglia: un invito esplicito a vivere una fede personale, non imitata, capace di confrontarsi con le sfide culturali contemporanee.

La scelta di questa citazione non è casuale. Richiama direttamente il nucleo della testimonianza del giovane beato, spesso indicato come esempio di sintesi tra vita ordinaria e profonda spiritualità, con un’attenzione particolare all’Eucaristia.

Le reliquie come segno di prossimità spirituale

Elemento centrale della serata sarà la presenza delle reliquie di Carlo Acutis, che offriranno ai partecipanti un momento di venerazione e raccoglimento. In ambito ecclesiale, questi segni mantengono una funzione precisa: rendere tangibile il legame con testimoni della fede, facilitando un’esperienza di prossimità spirituale.

Nel caso di Acutis, la dimensione assume un valore ulteriore, proprio per la sua vicinanza generazionale ai giovani di oggi. La sua figura viene proposta non come modello distante, ma come esempio possibile, radicato nella contemporaneità.

Un evento nel solco del cammino pastorale

La veglia si colloca all’interno di un cammino diocesano che guarda con continuità alle nuove generazioni, cercando linguaggi e riferimenti capaci di intercettarne le domande. La scelta di Carlo Acutis risponde a questa esigenza: un giovane credente, vissuto nell’era digitale, che continua a essere indicato come punto di riferimento per una fede vissuta senza separazioni tra quotidianità e dimensione spirituale.

L’appuntamento di questa sera rappresenta dunque una tappa di questo percorso, con l’obiettivo di favorire partecipazione e riflessione all’interno della comunità ecclesiale locale.