Bastoni, cinture con fibbie e petardi: lo scontro era pianificato. La Procura chiude le indagini e valuta il Daspo fuori contesto per i supporter coinvolti
di REDAZIONE
– LAMEZIA TERME (CZ) – 14 MARZO 2026 – Una vera e propria guerriglia urbana tra gruppi di tifosi rivali. È questo lo scenario ricostruito dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme nell’ambito dell’indagine denominata “IRA”, che ha portato all’emissione degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di nove persone.
Si tratta di cinque sostenitori della Vigor Lamezia e quattro della Sambiase, oggi entrambe impegnate nel campionato di Serie D, ritenuti responsabili – a vario titolo – di rissa aggravata, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, lancio di oggetti pericolosi, esplosioni in luogo pubblico e calunnia.
Secondo gli investigatori, lo scontro sarebbe stato organizzato e pianificato in anticipo.
Lo scontro del 6 aprile: bastoni, cinture e petardi
I fatti risalgono alla sera del 6 aprile 2025, intorno alle 22:30, quando numerosi cittadini hanno contattato il numero unico di emergenza 112 segnalando la presenza di due gruppi di persone armate di bastoni e cinture, alcune con il volto coperto e avvolte nei colori delle due squadre lametine.
I gruppi si muovevano nel quartiere Sambiase come se si stessero cercando, fino a quando il confronto è degenerato in uno scontro violento con lancio di oggetti e forti esplosioni, probabilmente petardi o artifici pirotecnici.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e i militari della Stazione di Lamezia Terme Sambiase.
Alla vista delle pattuglie è scattato un fuggi fuggi generale.
L’aggressione ai carabinieri
Durante l’intervento, uno dei partecipanti – tifoso della Sambiase – avrebbe reagito con violenza contro i militari.
Armato di una cintura con grossa fibbia metallica, avrebbe colpito i carabinieri causando lesioni agli arti superiori.
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per resistenza a pubblico ufficiale.
L’indagine: oltre 100 ore di video analizzate
La gravità dell’episodio ha portato alla creazione di un pool investigativo congiunto tra Carabinieri e Polizia di Stato, coordinato dalla Procura.
Gli investigatori hanno: acquisito i filmati di decine di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati; analizzato oltre 100 ore di registrazioni; raccolto numerose testimonianze oculari
Questo lavoro ha permesso di ricostruire l’intera dinamica e soprattutto di individuare i partecipanti allo scontro.
Secondo quanto emerge dalle indagini, i movimenti dei tifosi armati per le strade del quartiere indicherebbero una vera e propria premeditazione.
Il possibile Daspo fuori contesto
Ora la posizione dei nove indagati passa alla valutazione della Questura di Catanzaro, che potrebbe disporre nei loro confronti il Daspo fuori contesto, misura che vieta l’accesso agli eventi sportivi anche per fatti violenti avvenuti al di fuori degli stadi.
Come sottolineano gli investigatori, «l’attività congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato ha consentito di ricostruire in tempi rapidi l’accaduto e individuare i responsabili, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nel territorio lametino».
