Seggi operativi in tutta la regione per la consultazione sulla riforma dell’ordinamento giurisdizionale. Oltre 51 milioni gli elettori chiamati al voto. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura delle operazioni elettorali
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 22 MARZO 2026 – Si è messa in moto questa mattina anche in Calabria la macchina elettorale per il referendum confermativo sulla riforma della Giustizia, con l’apertura dei seggi alle ore 7:00 di domenica 22 marzo. Gli elettori potranno esprimere il proprio voto nell’arco di due giornate: oggi fino alle 23:00, mentre domani, lunedì 23 marzo, le operazioni proseguiranno dalle 7:00 alle 15:00.
Subito dopo la chiusura delle urne, nel pomeriggio di lunedì, prenderà il via lo spoglio delle schede, momento decisivo per stabilire l’esito della consultazione.
I numeri del voto: oltre 51 milioni di elettori
Secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno (Viminale) in data 22 marzo 2026, gli aventi diritto al voto sono complessivamente 51.424.729. All’interno di questo bacino elettorale, una quota significativa è rappresentata dagli italiani residenti all’estero, pari a 5.477.619 cittadini, chiamati anch’essi a partecipare alla consultazione secondo le modalità previste per il voto estero.
Il quesito sulla scheda: cosa si vota
Sulla scheda elettorale gli elettori troveranno il quesito relativo alla legge costituzionale intitolata: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Si tratta di un passaggio previsto dall’articolo 138 della Costituzione, che disciplina i referendum confermativi sulle leggi di revisione costituzionale approvate dal Parlamento ma non a larga maggioranza.
Nessun quorum: decide la maggioranza dei voti validi
A differenza dei referendum abrogativi, per questa consultazione non è previsto alcun quorum. La validità del risultato, quindi, non dipenderà dal numero complessivo dei votanti, ma esclusivamente dalla maggioranza semplice dei voti validamente espressi.
Sarà dunque l’esito diretto delle urne, indipendentemente dall’affluenza, a determinare se la riforma entrerà definitivamente in vigore oppure verrà respinta.