GIUNTA FINO A NOVE ASSESSORI IN CALABRIA: IL GOVERNO NON IMPUGNA LA RIFORMA DELLO STATUTO
Via libera del Consiglio dei ministri alla modifica che amplia l’esecutivo regionale e introduce due sottosegretari alla Presidenza. Si rafforza l’assetto della governance calabrese
di REDAZIONE
– CATANZARO – 26 FEBBRAIO 2026 – Il Governo sceglie la linea della non impugnazione e dà di fatto il via libera alla modifica dello Statuto della Regione Calabria, che amplia la composizione della Giunta regionale fino a nove assessori e introduce la possibilità di nominare due sottosegretari alla Presidenza.
La decisione è stata assunta nel Consiglio dei ministri su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.
«Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato ventiquattro leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato di non impugnare la deliberazione legislativa statutaria della Regione Calabria del 29 gennaio 2026», si legge nella nota ufficiale diffusa al termine della riunione.
La decisione del Consiglio dei ministri
La scelta di non ricorrere alla Corte costituzionale equivale a un sostanziale via libera istituzionale alla riforma approvata dal Consiglio regionale calabrese. Il provvedimento modifica e integra la legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25, che disciplina lo Statuto dell’ente.
Nel dettaglio, la nuova formulazione consente: l’ampliamento fino a nove assessori in Giunta;la nomina di due sottosegretari alla Presidenza, figure di supporto politico-amministrativo.
Un passaggio che rafforza l’assetto dell’esecutivo regionale, ampliandone la struttura operativa.
L’iter in Consiglio regionale
La riforma statutaria era stata approvata in seconda lettura dal Consiglio regionale della Regione Calabria su proposta della maggioranza, dopo un primo via libera nel novembre scorso.
Un percorso legislativo che si è concluso senza rilievi da parte dell’Esecutivo nazionale, chiudendo così ogni possibile contenzioso costituzionale.
Impatto politico e istituzionale
La mancata impugnazione rappresenta un segnale politico chiaro: il Governo ha ritenuto la modifica conforme al quadro normativo vigente. Per la Regione si apre ora la fase attuativa della riforma, con la possibilità di ridefinire equilibri e deleghe interne all’esecutivo.
Una scelta che incide sugli assetti della governance regionale, ampliando gli spazi di rappresentanza politica all’interno della Giunta.

















