- PreSerre e Dintorni - https://www.preserreedintorni.it -

FOTI CHIEDE LA PROROGA DELLA ROTTAMAZIONE AL 15 DICEMBRE: «SERVE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA A CHIARAVALLE CENTRALE»

Il consigliere comunale interviene sulla controversa questione dell’IMU sui terreni agricoli urbanizzati e denuncia l’incertezza sui tributi arretrati: “La riduzione da 15 a 6 euro al metro quadro vale solo dal 2026. I cittadini hanno diritto a conoscere la verità, carte alla mano”

di REDAZIONE

 –  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  2 NOVEMBRE 2026 –   Prorogare al 15 dicembre 2026 il termine per aderire alla definizione agevolata dei tributi comunali e convocare un’assemblea pubblica per chiarire definitivamente la questione dell’IMU sui terreni agricoli urbanizzati. Sono le due richieste avanzate dal consigliere comunale Claudio Foti (“Radici e Futuro”), che interviene con una presa di posizione netta contro quella che definisce “un’incertezza amministrativa che continua a gravare sui contribuenti chiaravallesi”.

Al centro dell’intervento c’è la complessa vicenda tributaria legata all’IMU sui terreni qualificati dal Piano Strutturale Comunale (PSC) come “agricoli urbanizzati” e ai termini della definizione agevolata delle entrate comunali non emesse a ruolo.

“I rapporti tra istituzione e cittadini non si gestiscono attraverso colloqui personali, corridoi o rassicurazioni verbali a mezza voce – dichiara il consigliere Foti –. Una materia così delicata e impattante richiede trasparenza, atti formali e rispetto istituzionale”.

A finire sotto accusa è soprattutto “la narrazione diffusa in queste settimane”, secondo cui la recente riduzione della base imponibile risolverebbe automaticamente ogni pendenza pregressa. Una ricostruzione che, secondo Foti, non trova riscontro negli atti amministrativi ufficiali.

La questione dei valori: 15 euro al metro quadro fino al 2025, 6 euro soltanto dal 2026

“Gli atti amministrativi ufficiali raccontano un’altra realtà”, sottolinea il consigliere, richiamando le differenze tra le annualità interessate.

Dal 2022 al 2025, infatti, il valore di riferimento è pari a 15 euro al metro quadro. Per quel quadriennio, evidenzia Foti, gli arretrati e i conteggi d’imposta restano ancorati ai valori pieni allora vigenti. Nessuna sanatoria automatica cancella gli importi pregressi né tutela chi è rimasto indietro.

“Solo dal 1° gennaio 2026 il valore scende a 6 euro al metro quadro – precisa il consigliere comunale –. L’abbattimento deliberato vale esclusivamente per l’annualità in corso e per il futuro, senza efficacia retroattiva sul quadriennio 2022-2025”.

Una situazione che, a giudizio dell’esponente consiliare, determina anche un problema di equità nei confronti dei contribuenti che hanno regolarmente adempiuto ai propri obblighi fiscali.

“Uno schiaffo a chi ha rispettato le regole – denuncia Foti –. Chi in questi anni ha adempiuto con sacrificio al pagamento delle imposte viene trattato come un cittadino di serie B, mentre a chi si trova in difficoltà vengono ventilate soluzioni di comodo prive di fondamento giuridico”.

Rottamazione dei tributi, la richiesta di proroga al 15 dicembre

A questo quadro si aggiunge la questione dei termini della cosiddetta “Rottamazione-quinquies” comunale.

Con una formale istanza depositata nei giorni scorsi, indirizzata al Sindaco, alla Giunta, al Segretario Generale, al Settore Finanziario e trasmessa per conoscenza a Sua Eccellenza il Prefetto di Catanzaro, il consigliere Foti ha richiesto un provvedimento urgente per differire la scadenza per la presentazione delle domande.

“A livello nazionale il termine per i carichi affidati all’Agente della Riscossione (AdER) è fissato al 15 dicembre 2026 – ricorda Foti –. A Chiaravalle Centrale, a causa dei complessi mutamenti urbanistici introdotti dal PSC approvato nel 2022, tecnici, commercialisti e famiglie necessitano di tempo congruo per ricalcolare la sorte capitale e accertare le posizioni catastali”.

Il problema, secondo il consigliere, riguarda anche il rischio di determinare trattamenti differenti tra contribuenti che si trovano in situazioni sostanzialmente analoghe.

“Mantenere una scadenza compressa significa penalizzare i nostri concittadini e creare una disparità inaccettabile tra chi paga direttamente al Comune e chi salda tramite AdER – prosegue Foti –. Ho chiesto di uniformare il termine comunale al 15 dicembre 2026”.

Un’assemblea pubblica per spiegare gli atti ai cittadini

Di fronte alla confusione che, secondo il consigliere, regna tra i contribuenti, Foti conclude il proprio intervento chiamando direttamente l’amministrazione comunale alle proprie responsabilità.

La richiesta è quella di un confronto pubblico, nel quale chiarire non soltanto gli effetti delle deliberazioni adottate, ma anche le conseguenze concrete per i proprietari dei terreni interessati.

“Chiedo al Sindaco e alla maggioranza di uscire dal Palazzo e convocare un’assemblea pubblica, mettendoci finalmente la faccia davanti alla cittadinanza per spiegare chiaramente, carte alla mano, quale parametro al metro quadro debbano realmente pagare i cittadini”.

Un appello accompagnato, tuttavia, da un giudizio fortemente critico sulla disponibilità dell’amministrazione a sostenere un confronto aperto.

“Ma sappiamo già che non lo faranno mai – incalza Foti –: convocare un confronto pubblico significherebbe dover smentire se stessi, ammettendo davanti a tutti che quanto raccontato finora nelle stanze chiuse o per strada è l’esatto contrario degli atti deliberati”.

La questione, per il consigliere comunale, non riguarda dunque soltanto il calcolo dell’imposta o la possibilità di accedere alla definizione agevolata, ma investe più in generale il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

“La politica tributaria non si fa sulle tasche e sui sacrifici delle famiglie né con mezze verità buone solo per la propaganda elettorale – conclude Claudio Foti –: i chiaravallesi pretendono chiarezza, regole certe e rispetto”.