Il Comitato provinciale aderisce alla mobilitazione del 6 settembre, denunciando il “plausibile genocidio” e l’impunità di Israele. Al centro della protesta, il massacro di civili e giornalisti
di REDAZIONE
– CATANZARO – 3 SETTEMBRE 2025 – Un appello forte e senza mezzi termini. Il Comitato provinciale dell’ANPI di Catanzaro ha annunciato la propria adesione alla manifestazione promossa dalla CGIL per il prossimo 6 settembre nel capoluogo calabrese. L’iniziativa, intitolata “Fermiamo la barbarie”, mira a porre l’attenzione su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, definita dal Comitato come un “orrore senza fine”.
Le ragioni della protesta: il massacro di innocenti
Il comunicato diramato dall’ANPI chiarisce le motivazioni della partecipazione, puntando i riflettori su quella che ormai da più parti è stata riconosciuta come un’operazione di “plausibile genocidio”. La denuncia si concentra sul massacro di civili innocenti, che da quasi due anni prosegue sotto gli occhi del mondo, il quale, secondo il Comitato, “sino a oggi quasi nulla ha fatto per fermarlo”. Un’accusa diretta al silenzio internazionale di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti.
L’atto di accusa: diritti calpestati e giornalisti uccisi
Il Comitato provinciale rincara la dose, evidenziando come la violenza israeliana abbia raggiunto “un livello di barbarie” che non ammette repliche. A prova di ciò, viene citata la repressione contro gli operatori dell’informazione, con quasi 300 giornalisti uccisi, un dato che suggerisce la volontà di impedire al mondo di conoscere la verità su quanto accade. La nota sottolinea inoltre come siano stati sistematicamente calpestati i princìpi del diritto internazionale, con il blocco degli aiuti umanitari e la scelta “rivendicata dal governo sionista” di far morire di fame la popolazione con “crudeltà e convinzione”.
L’appello si conclude con un’esortazione a mettere fine all’impunità di Israele e di tutti i suoi sostenitori.
A dare concretezza a questa presa di posizione, il Comitato annuncia di essere a fianco della coraggiosa Global Sumud Flotilla, la missione che punta a rompere l’embargo e l’isolamento della popolazione palestinese, portando aiuti e speranza.