La città ionica rinnova uno dei suoi appuntamenti più identitari. Processioni, riti antichi e la storica “Galilea” scandiscono la Settimana Santa organizzata dalla Parrocchia Maria SS. Addolorata. Un calendario che intreccia tradizione religiosa e partecipazione popolare
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 31 MARZO 2026 – A Soverato la Settimana Santa non è soltanto un calendario liturgico, ma un patrimonio condiviso che attraversa generazioni. Dal 29 marzo al 7 aprile 2026, la Parrocchia Maria SS. Addolorata rinnova infatti i riti della Festa Comunale di Pasqua e Galilea, una celebrazione che nel tempo ha assunto un valore identitario per l’intera comunità della cittadina ionica.
La tradizione affonda le sue radici nella storia locale e nella religiosità popolare. Già nelle cronache ottocentesche del cantore Saverio Tucci compare la descrizione della cosiddetta “Festa di Galilea”, un momento che supera la dimensione strettamente liturgica per diventare un appuntamento collettivo, in cui la memoria evangelica si intreccia con le consuetudini popolari.
Nel racconto tramandato nel tempo, il richiamo simbolico alla “Galilea” rappresenta il ritorno alla vita e alla speranza annunciata dal Cristo risorto. A Soverato questa memoria prende forma in un percorso che idealmente collega Soverato Superiore alla marina, coinvolgendo fedeli, confraternite e cittadini in un rito condiviso.
L’avvio con la Domenica delle Palme
Il calendario delle celebrazioni ha preso il via ieri, domenica 29 marzo, con la Domenica delle Palme e la tradizionale benedizione che si è svolta in Piazza Roma. È il primo passaggio di un percorso liturgico che accompagna la comunità verso i giorni centrali della Passione.
Con il trascorrere della settimana, l’intensità delle celebrazioni cresce fino ad arrivare al Triduo Pasquale, cuore spirituale della liturgia cristiana.
Il suono dei tamburi e la “Turba” del Giovedì Santo
Uno dei momenti più suggestivi della tradizione soveratese si svolge giovedì 2 aprile, quando la celebrazione della Cena del Signore lascia spazio a uno dei riti più caratteristici della Settimana Santa locale.
In tarda serata prende forma la “Turba”, una processione penitenziale che attraversa le strade cittadine accompagnata dal ritmo cupo dei tamburi. Il corteo rievoca la cattura di Gesù, episodio che nella tradizione popolare viene chiamato “Pigghjata”. L’atmosfera è segnata da un linguaggio rituale antico, fatto di silenzi, passi cadenzati e simboli tramandati nel tempo.
Il Venerdì Santo e la processione della Passione
Il giorno successivo, venerdì 3 aprile, la comunità vive il momento più austero della Settimana Santa. In serata si svolge la processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, una delle manifestazioni religiose più partecipate dell’anno.
Le statue percorrono le vie del centro accompagnate dalla preghiera dei fedeli, in un clima di raccoglimento che segna il culmine delle celebrazioni dedicate alla Passione.
La “Cumprunta”, l’incontro del mattino di Pasqua
La Domenica di Pasqua, il 5 aprile, rappresenta il momento più atteso dai fedeli. Alle 11:00 si svolge la tradizionale “Cumprunta”, il rito che mette in scena l’incontro tra Maria e Gesù risorto.
La rappresentazione segue uno schema rituale consolidato: San Giovanni funge da messaggero tra la Madre e il Figlio, dando vita alle cosiddette “ambascerie”, passaggi simbolici che preparano l’incontro finale tra le due statue. È uno dei momenti più intensi dell’intera festa, capace ogni anno di richiamare numerosi partecipanti.
Il Martedì di Galilea, chiusura della festa
Le celebrazioni si concludono martedì 7 aprile con la storica Festa di Galilea, appuntamento che chiude il ciclo pasquale soveratese.
La giornata si apre con la partenza del Trittico, composto dalle statue del Cristo Risorto, della Vergine Gloriosa e di San Giovanni, che da Soverato Superiore vengono portate verso Soverato Marina. Il corteo attraversa alcuni luoghi simbolici della città, tra cui l’Ospedale Civile, dove è prevista una sosta di preghiera, prima di proseguire fino alla Chiesa del Rosario.
Ad accompagnare la processione è la Banda “Città di Soverato U. Pacicca”, diretta dal maestro Luigi Tedesco, mentre gli addobbi cittadini sono curati da Antonello Abruzzo e Umberto Maio, impegnati nell’allestimento degli spazi attraversati dal corteo.
Il ruolo della comunità e dei portatori
Nel presentare il programma delle celebrazioni, il Parroco della Parrocchia Maria SS. Addolorata e il Comitato Festa hanno rivolto un ringraziamento particolare ai portatori, tradizionalmente chiamati “Apostoli”, che custodiscono materialmente la tradizione portando le statue durante le processioni.
Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato la collaborazione con il Comune di Soverato, che contribuisce alla realizzazione degli eventi.
Una tradizione che continua
La Festa di Pasqua e Galilea rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario religioso locale. Ogni anno la celebrazione coinvolge fedeli, associazioni e istituzioni cittadine, confermando il ruolo centrale della tradizione nella vita comunitaria di Soverato.