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EPATITE A, NUOVI CASI A CATANZARO: TRE PAZIENTI AL PUGLIESE DOPO AVER MANGIATO COZZE E PESCE CRUDO A CASA

Nel capoluogo calabrese emergono tre nuovi contagi . I pazienti avrebbero consumato cozze e pesce crudo acquistati al dettaglio e preparati in casa. L’Asp avvia verifiche sulla provenienza dei prodotti ittici

di REDAZIONE

 –  CATANZARO –  28 MARZO 2026 –   Non si ferma l’attenzione sanitaria attorno ai casi di epatite A registrati a Catanzaro. Nelle ultime ventiquattro ore, il presidio ospedaliero “Pugliese” ha segnalato l’arrivo in Pronto Soccorso di tre nuovi pazienti che presentavano i sintomi tipici dell’infezione virale, successivamente confermata dagli esami diagnostici.

I soggetti si sono rivolti alla struttura sanitaria dopo aver accusato malesseri riconducibili alla patologia. Una volta completati gli accertamenti clinici, i test hanno certificato la positività al virus dell’epatite A, riaccendendo l’attenzione delle autorità sanitarie su una possibile catena di contagio legata al consumo di prodotti ittici.

Il dettaglio che cambia il quadro delle indagini

Secondo quanto emerso dai primi colloqui tra i pazienti e il personale sanitario del Pronto Soccorso, un elemento nuovo potrebbe modificare la direzione delle indagini epidemiologiche.

A differenza di alcuni episodi precedenti, che avevano portato a controlli mirati nei ristoranti della costa, i tre pazienti avrebbero dichiarato di aver consumato cozze e pesce crudo acquistati al dettaglio e preparati nelle proprie abitazioni.

Questa circostanza, emersa nelle prime ricostruzioni raccolte dal personale medico del presidio ospedaliero Pugliese, suggerisce che l’eventuale veicolo del virus non sia necessariamente legato alla ristorazione, ma potrebbe riguardare specifiche partite di prodotti ittici in circolazione nel mercato locale.

L’Asp di Catanzaro segue la pista dei prodotti ittici

La gestione del monitoraggio resta affidata all’Asp di Catanzaro, che già nei giorni scorsi aveva attivato una sorveglianza sanitaria rafforzata sull’evoluzione dei casi.

L’azienda sanitaria provinciale è ora impegnata a ricostruire la provenienza delle cozze e del pesce crudo consumati dai nuovi pazienti, con l’obiettivo di individuare eventuali lotti contaminati o anomalie lungo la filiera distributiva.

Tra le ipotesi prese in considerazione dagli operatori sanitari c’è quella di una contaminazione all’origine dei frutti di mare, che potrebbe essersi verificata prima della loro immissione sul mercato. Un’eventualità che viene valutata anche alla luce delle recenti ondate di maltempo, fenomeni che talvolta possono incidere sulla qualità delle acque di raccolta o sulla corretta gestione della catena del freddo durante il trasporto e la distribuzione.

Verifiche in corso sulla filiera

Le verifiche dell’Asp di Catanzaro proseguono dunque con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità sanitarie o criticità nella filiera dei prodotti ittici. Gli accertamenti riguardano sia i canali di vendita al dettaglio, sia i possibili punti di origine dei prodotti consumati dai pazienti.