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EMERGENZA CINGHIALI: COLDIRETTI CALABRIA ESULTA PER I FONDI, MA CHIEDE MISURE PIÙ INCISIVE PER LA DIFESA ATTIVA

Accolti con favore i 39 milioni di euro destinati alla protezione delle colture dagli attacchi della fauna selvatica, ma rilancia: la difesa passiva non basta. Urge abilitare gli agricoltori cacciatori come “bioregolatori” e potenziare il selecontrollo per liberare la Calabria rurale dall’assedio dei cinghiali e delle specie invasive

di REDAZIONE

– CATANZARO – 7 GIUGNO 2025 –  Coldiretti Calabria esprime soddisfazione per la pubblicazione della graduatoria definitiva relativa all’Avviso pubblico per la protezione delle colture agricole e degli allevamenti stabulati, approvata con il Decreto Dirigenziale n. 8112 del 5 giugno 2025. Questo intervento, inserito nell’ambito della Misura 4.1.1 del PSR Calabria 2014-2022, mette a disposizione ben 39 milioni di euro a sostegno delle aziende agricole. Queste ultime sono sempre più sotto pressione, costrette a difendere il proprio lavoro dagli attacchi sempre più frequenti e devastanti della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. I fondi rappresentano un aiuto concreto per l’acquisto di recinzioni, dispositivi di dissuasione e altri strumenti di protezione.

“È un segnale importante – dichiara Coldiretti Calabria – che premia una parte delle nostre rivendicazioni portate avanti con un’attività di mobilitazione su tutto il territorio nazionale e regionale. Quotidianamente, gli agricoltori sono costretti a convivere con una pressione insostenibile da parte dei cinghiali e di altre specie invasive”.

La Denuncia di Coldiretti: La Difesa Passiva Non Basta, Servono Azioni Decise

Nonostante l’accoglienza positiva dei fondi, Coldiretti rilancia la sua denuncia: il problema della fauna selvatica non si risolve solo con la difesa passiva. I danni ai raccolti, agli allevamenti e, non da ultimo, alla sicurezza stradale continuano a crescere in modo allarmante, minacciando la sostenibilità economica delle aziende agricole.

È quindi indispensabile accelerare l’operatività complessiva del piano straordinario di contenimento. In particolare, Coldiretti chiede che vengano attivate tutte le azioni necessarie per abilitare al ruolo di “bioregolatori” gli agricoltori cacciatori. Questi ultimi, già dotati di licenza venatoria e ben consapevoli delle dinamiche del territorio in cui operano, potrebbero intervenire direttamente e con tempestività, una misura considerata oggi indispensabile. Senza tale possibilità, l’emergenza continuerà a compromettere la sostenibilità delle produzioni agricole.

Un Coordinamento Più Incisivo per Liberare la Calabria Rurale

Nello stesso tempo, Coldiretti sottolinea che anche l’attività delle squadre di selecontrollo deve diventare più incisiva, continua ed efficace. È cruciale eliminare gli ostacoli burocratici che ne rallentano l’operatività e migliorare il coordinamento operativo tra tutti gli attori coinvolti.

“La Calabria rurale non può restare in ostaggio dei cinghiali“, conclude Coldiretti. L’organizzazione agricola ribadisce l’urgenza di un approccio più proattivo e coordinato per tutelare l’agricoltura e la sicurezza del territorio regionale.