La Procura di Paola indaga dopo la morte di Luigi Di Sarno e Tamara D’Acunto e il ricovero di altre 14 persone. Nel mirino, panini con salsiccia e cime di rapa acquistati da un commerciante ambulante
di REDAZIONE
– DIAMANTE (CS) – 10 AGOSTO 2025 L’inchiesta sulle intossicazioni da botulino che hanno scosso il Tirreno cosentino si fa più complessa, con la Procura di Paola che ha portato a nove il numero degli indagati. La vicenda, che ha visto la morte di Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola (NA), e Tamara D’Acunto, 45 anni, e il ricovero di altre 14 persone, ruota attorno a dei panini con salsiccia e cime di rapa acquistati da un commerciante ambulante a Diamante.
Gli inquirenti hanno ampliato il cerchio delle responsabilità, mettendo sotto indagine non solo l’ambulante che ha venduto i panini, ma anche tre responsabili delle ditte produttrici del cibo contaminato.
Il sospetto è che il botulino si sia sviluppato proprio nel prodotto, scatenando una delle più gravi emergenze sanitarie recenti nella regione.
A destare ulteriore scalpore è l’indagine che coinvolge anche il personale sanitario. Cinque medici di due strutture ospedaliere del Cosentino sono finiti nel registro degli indagati. L’accusa, ancora da verificare, è legata alla gestione dei casi di Di Sarno e D’Acunto, che sono stati presi in cura proprio in queste strutture prima del tragico epilogo.
La Procura intende accertare se ci siano state negligenze o ritardi nella diagnosi e nel trattamento che avrebbero potuto salvare le vite dei due pazienti.
Mentre le 14 persone ancora ricoverate lottano per la loro guarigione all’ospedale di Cosenza, l’indagine prosegue per ricostruire l’intera catena di eventi, dalla produzione del cibo alla gestione sanitaria, per fare piena luce su una vicenda che ha causato due decessi e messo in allarme l’intera comunità.