DUPLICE OMICIDIO DI ‘NDRANGHETA NEL CATANZARESE, SCATTANO DUE MISURE CAUTELARI (VIDEO)
Fatta luce su ulteriori dettagli di quel fatto di sangue che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica per l’estrema brutalità e ferocia con la quale è stato perpetrato
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 15 GENNAIO 2026 – Presso le Case Circondariali di Roma – Rebibbia e L’Aquila, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di due persone, già detenute in regime ex articolo 41 bis, di cui uno capo della locale di ‘ndrangheta di Cutro e all’epoca Capo Crimine delle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza e l’altro esponente di spicco della cosca “Catarisano” di Borgia, entrambi gravemente indiziati, in concorso tra loro, dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Bruno Giuseppe e della moglie Raimondi Caterina, assassinati il 18 febbraio 2013.
La complessa e impegnativa attività investigativa, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro, attraverso la minuziosa ricostruzione dei momenti precedenti e successivi all’omicidio, l’analisi di atti giudiziari confluiti in diversi fascicoli processuali e il riscontro alle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di Giustizia, di cui uno partecipe all’efferato delitto, ha consentito di far luce su ulteriori dettagli di quel fatto di sangue che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica per l’estrema brutalità e ferocia con la quale è stato perpetrato.
L’omicidio fu commesso la sera del 18 febbraio 2013. I due sicari si appostarono nei pressi della villadei coniugi Bruno-Raimondi. Nell’agguato venne assassinata anche la moglie, Raimondi Caterina, che lo seguiva.
Per il duplice omicidio è in corso il processo dinanzi alla Corte di Assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali.

















