DUE SCOSSE NELLA NOTTE NEL CATANZARESE: SCIAME SISMICO TRA CICALA E SAN PIETRO APOSTOLO
L’Ingv registra eventi fino a magnitudo 2.6 a 12 chilometri di profondità. Nessun danno, ma si riaccende il faro sulla vulnerabilità del sottosuolo calabrese
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 28 LUGLIO 2026 – Una notte di apprensione, seppur priva di conseguenze materiali, ha interessato l’entroterra della provincia di Catanzarese. Due distinte scosse di terremoto sono state registrate a distanza di poco più di un’ora l’una dall’altra dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), riaccendendo l’attenzione sulla fragilità geologica e sulla costante attività sismica che caratterizza l’area della Presila calabrese.
La sequenza nella notte: i dati dell’INGV
Il primo evento sismico si è verificato a notte fonda, esattamente alle ore 2:01:53, con epicentro localizzato a 3 km a sud-ovest di San Pietro Apostolo. I rilevamenti della Sala Sismica INGV di Roma hanno attestato una magnitudo ML 2.0, sviluppatasi a una profondità di 10 chilometri con coordinate geografiche fissate a 38.9855 di latitudine e 16.4417 di longitudine.
Nemmeno il tempo di archiviare la prima rilevazione che il sottosuolo ha registrato un secondo assestamento, questa volta di intensità maggiore. Alle ore 3:19:46, un nuovo episodio di magnitudo ML 2.6 ha colpito la zona a soli 2 km a nord del comune di Cicala. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di 12 chilometri, con coordinate 39.0402 (latitudine) e 16.4932 (longitudine).
“Si tratta di eventi a bassa magnitudo che rientrano nella normale dinamica di rilascio dell’energia del nostro territorio”, spiegano fonti vicine al monitoraggio sismico. “L’assenza di ipocentri troppo superficiali e la limitata potenza delle scosse hanno scongiurato danni, ma la continuità del monitoraggio h24 da parte della Sala di Roma resta fondamentale per tracciare ogni minima variazione”.
Nessun danno, ma resta l’attenzione sui territori
Nonostante la scossa di maggiore entità sia stata nitidamente percepita da una parte della popolazione residente ai piani alti dei comuni più vicini all’epicentro, non si registrano segnalazioni di danni a strutture, edifici o persone. I comandi locali e le autorità di Protezione Civile non hanno dovuto attivare procedure d’emergenza, ma la successione degli eventi ripropone il tema della prevenzione e del costante controllo strumentale delle faglie attive nella regione.

















