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DRAMMA A CATANZARO, MARIA LUCE LOTTA TRA VITA E SPERANZA: «QUADRO NEUROLOGICO PROMETTENTE»

Trasferita al Gaslini con un volo salvavita, è uscita dalla ventilazione meccanica: decisiva la sinergia tra le équipe mediche e l’Aeronautica Militare

di REDAZIONE

  –  CATANZARO –  26 APRILE 2026 – Arrivano primi spiragli di speranza per la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia di Catanzaro, attualmente ricoverata in Terapia Intensiva all’ospedale pediatrico Gaslini. Secondo il bollettino ufficiale diffuso dalla direzione sanitaria, nella notte tra venerdì e sabato la piccola “è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica ed estubata. Da oggi, non è più sedata. Il quadro neurologico appare, al momento, promettente”.

Un aggiornamento che, pur mantenendo la prognosi riservata, apre a un cauto ottimismo sulle condizioni cliniche della bambina.

Il trasferimento: una corsa contro il tempo

Determinante si è rivelata la complessa operazione di trasferimento dalla Calabria alla Liguria, organizzata in regime di continuità assistenziale. Un’équipe specializzata del Gaslini – composta da un medico e un’infermiera di Terapia Intensiva – ha raggiunto Catanzaro per prendere in carico la paziente direttamente sul posto.

“La gestione è stata condivisa fin dalle ore precedenti alla partenza con i colleghi calabresi”, spiegano fonti sanitarie, sottolineando il valore della collaborazione tra professionisti.

Il ruolo decisivo dell’Aeronautica Militare

Fondamentale il supporto logistico garantito dall’Aeronautica Militare, in particolare dal 31° Stormo, che ha messo a disposizione un volo salvavita attrezzato come una vera e propria terapia intensiva volante.

Un intervento che ha consentito il trasferimento in sicurezza della piccola paziente, mantenendo standard assistenziali elevati durante tutto il viaggio.

Una rete sanitaria che funziona

La vicenda evidenzia una sinergia efficace tra strutture ospedaliere di diverse regioni, unite in un’operazione delicata e ad alta complessità. Dalla Calabria alla Liguria, medici e operatori sanitari hanno lavorato senza soluzione di continuità per garantire alla bambina le migliori possibilità di cura.