DON BOSCO RIVIVE A CATANZARO: UN MESSAGGIO SENZA TEMPO DI INCLUSIONE E AMORE
Il teatro spirituale incanta Pontegrande con la “Memoria Utile”
di REDAZIONE
– CATANZARO – 24 GIUGNO 2025 – Domenica sera, il sagrato della Chiesa di Pontegrande a Catanzaro si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto per una replica emozionante. Circa duecento persone hanno assistito, con visibile piacere e soddisfazione, alla rappresentazione degli episodi più significativi della vita di Don Bosco. Diretta da Don Andrea Gasparro e interpretata dai volontari del Teatro Spirituale locale, la pièce ha saputo toccare le corde più profonde del pubblico.
Temi antichi, risonanze moderne
Nonostante la vicenda di Don Bosco risalga a “più di un secolo fa”, i motivi portanti del recital si sono rivelati di un’attualità sorprendente. Con un mix di leggerezza e simpatia, sono stati affrontati temi universali come l’inclusione, la fratellanza, l’amore verso il prossimo e la misericordia. Il numeroso pubblico ha potuto così cogliere la “memoria utile” di insegnamenti che, pur radicati nel passato, offrono spunti preziosi per la società odierna.
Educazione e ascolto: le chiavi per le nuove generazioni
Uno degli aspetti più risonanti della rappresentazione è stata l’attenzione all’educazione delle nuove generazioni. In un’epoca in cui i giovani faticano a trovare validi riferimenti per la loro crescita, l’esempio di Don Bosco sottolinea l’importanza di uomini e donne disposti ad ascoltarli. Spesso, il loro grido di aiuto è celato dietro scelte sbagliate, e la necessità di figure che mostrino loro il vero amore, il rispetto reciproco e la capacità di stare insieme senza sfuggire alla complessità delle relazioni reali, è più che mai impellente. Dare fiducia, anche prima del merito, era e rimane un valido aiuto per i nostri giovani, un insegnamento che la serata di Pontegrande ha saputo magistralmente riproporre.

















