DEMANSIONATO PER ANNI, INFERMIERE VINCE CONTRO L’ASP DI CATANZARO: RISARCIMENTO RECORD DA OLTRE 65 MILA EURO
Avrebbe svolto mansioni non dovute: il Tribunale condanna l’Azienda sanitaria. Usb: “Ignorati tutti i tentativi di accordo, ora pagano i cittadini”
di REDAZIONE
– CATANZARO – 15 MAGGIO 2026 – Un risarcimento superiore ai 65 mila euro riconosciuto a un infermiere dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro al termine di una causa per demansionamento. Una decisione che, secondo l’Usb Sanità Calabria, rappresenterebbe “un risultato record” per questo genere di contenziosi nella regione.
Il Tribunale ha accolto le ragioni del lavoratore, riconoscendo il danno professionale subito dopo anni di attività svolta, secondo il sindacato, in condizioni organizzative non conformi al ruolo infermieristico.
“Costretto a sopperire all’assenza degli Oss”
Al centro della vicenda ci sarebbe il reiterato impiego dell’infermiere in attività aggravate dall’assenza degli Operatori socio sanitari (Oss). Una carenza che avrebbe finito per trasferire sul personale infermieristico compiti non previsti dal profilo professionale.
“L’infermiere è stato costretto per gran parte della propria esperienza lavorativa a operare senza il supporto degli Operatori socio sanitari”, denuncia Usb Sanità Calabria.
Secondo il sindacato, la situazione avrebbe compromesso “non solo la dignità professionale del lavoratore, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure erogate ai pazienti”.
Il sindacato: “L’Asp ha rifiutato ogni dialogo”
Usb sostiene di avere tentato una soluzione extragiudiziale prima dell’avvio della causa. “Avevamo avanzato una proposta di transazione, inviato Pec di diffida formale e richiesto l’apertura di un tavolo di mediazione”, afferma il sindacato.
Tentativi che, sempre secondo la sigla sindacale, sarebbero rimasti senza risposta da parte dell’Asp di Catanzaro. “L’Azienda ha ignorato ogni tentativo, costringendo il lavoratore ad adire le vie legali”.
“Soldi sottratti alla sanità pubblica”
Oltre al risarcimento, l’Asp dovrà sostenere anche le spese legali. Un epilogo che Usb definisce “amaro” per le ricadute economiche sul sistema sanitario pubblico.
“Si tratta di soldi sottratti alle casse del Servizio sanitario nazionale”, sottolinea il sindacato, attribuendo “ogni responsabilità all’Amministrazione”.
Nuove vertenze in arrivo
La vicenda potrebbe non restare isolata. Usb Sanità Calabria annuncia infatti nuove azioni legali contro l’Asp di Catanzaro su diversi fronti: dalla produttività 2023-2024 negata ai dipendenti assenti per gravidanza, legge 104, malattia o congedi parentali, fino alla mancata erogazione della produttività 2022 e dei buoni pasto.
Il rischio, secondo il sindacato, è l’apertura di una nuova stagione di contenziosi nella sanità pubblica calabrese.

















