- PreSerre e Dintorni - https://www.preserreedintorni.it -

DANZA E MISTERO: IL ‘PRELUDIO’ DI MAYA OLIVA INFIAMMA BADOLATO

“Studi per un perpetuo sbocciare” tra vangeli perduti e forza femminile ancestrale

di REDAZIONE

 –  BADOLATO (CZ) –  5 OTTOBRE 2025 –   Oggi il Teatro comunale di Badolato alza il sipario con un’anteprima di stagione ad ingresso gratuito che promette di coniugare ricerca coreografica e profondità tematica. Alle ore 18:30, la danzatrice e coreografa Maya Oliva presenterà la restituzione pubblica della sua residenza artistica: “Studi per un perpetuo sbocciare”.

L’evento precede l’avvio della rassegna SPAc (South Performing and Acting), ideata dal Teatro del Carro in collaborazione con il prestigioso Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e rientra nelle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti, supportata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura e Comune di Badolato.

Il corpo come canale di energia germinale

Il lavoro, frutto della collaborazione tra Oliva e il compositore Atte Elias Kantonen, è una raffinata indagine sul potere del preludio. La stessa Maya Oliva spiega il concetto centrale della sua ricerca: “Si tratta di una ricerca sul convogliarsi della carica energetica del preludio di un’opera lirica. Un interesse per questo veicolo e per il suo potenziale: il momento prima della parola, allo stato germinale, di fioritura“.

In questo “spazio temporale sospeso e dilatato”, il corpo della danzatrice si trasforma nel canale attraverso cui si manifesta una figura femminile catapultata nel tempo. L’assolo incarna un’entità che attraversa “corpi ed emozioni di molteplici donne, storiche e non, nei secoli,” portando con sé una mancanza al contempo “secolare e presente”. Il lavoro solleva una domanda cruciale e universale: “come avere una voce, là dove non la si ha?”.

Ispirazioni tra storia, mito e quotidiano

Per dare forma a questo “perpetuo sbocciare”, Maya Oliva ha tratto ispirazione da fonti letterarie e spirituali di grande suggestione. Tra queste spiccano le prime sei pagine mancanti del “Vangelo secondo Maria Maddalena” e l’antico poema “Il tuono, la mente perfetta”, un testo scritto al femminile.

Quest’ultimo, definito dalla coreografa come “un indovinello colmo di paradossi,” funge da simbolo di una forza vitale che, nonostante le avversità, avanza tra le proprie moltitudini. L’ispirazione, tuttavia, non si limita ai testi antichi: la ricerca è dedicata anche a figure personali e contemporanee: “Si ispira anche a mia madre, alle donne che mi hanno preceduta, a quelle che mi circondano, che non conosco e che mi accompagnano”.

L’appuntamento di domenica a Badolato si configura dunque non solo come un evento di danza, ma come un profondo atto di riconoscimento storico e spirituale del potere e della resilienza della figura femminile.