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DA SQUILLACE AL GRAND PALAIS: GLI UCCELLI DELLA CALABRIA CONQUISTANO LA NUOVA COLLEZIONE DI CHANEL FIRMATA MATTHIEU BLAZY

La natura della costa ionica entra nei capi della primavera-estate 2027. Al centro della sfilata di Parigi, 83 look, leggerezza e un nuovo tweed pensato per seguire il corpo

di REDAZIONE

 – SQUILLACE (CZ) –  11 OTTOBRE 2026 –  Al Grand Palais di Parigi la passerella di Chanel per la primavera-estate 2027 prende la forma di un paesaggio sospeso. Sul pavimento riflettente, simile alla superficie di uno specchio d’acqua, passa una grande scena di natura mentre sopra le teste degli invitati vola uno stormo di uccelli luminosi. È da questa immagine che Matthieu Blazy costruisce una collezione di 83 look, dove l’archivio della maison dialoga con una precisa idea di libertà.

Il riferimento più personale del direttore artistico arriva però dall’Italia e, in particolare, dalla Calabria. Blazy ha raccontato di trascorrere molto tempo nel Sud del Paese insieme al compagno e di aver trovato, nei paesaggi della costa ionica, uno spazio favorevole alla riflessione e alla creatività. L’area di Squillace, associata alla presenza di uccelli migratori e a un ambiente naturalistico protetto, diventa così uno dei punti di partenza della scenografia.

In un’intervista riportata da EE72 il 6 ottobre 2026, Blazy ha spiegato che il tempo trascorso in Calabria gli permette di avere il necessario spazio mentale per elaborare le proprie idee. La stessa fonte riferisce che proprio l’osservazione degli uccelli migratori ha contribuito a definire il concept della sfilata. EEE72

La metafora del volo torna anche nelle parole con cui Blazy ha descritto il rapporto tra Gabrielle Chanel e la libertà. «Ultimately, Chanel took off, and each step she took led to her being free, like a bird», ha dichiarato il designer, secondo ELLE, il 5 ottobre 2026. La frase è riferita alla figura di Gabrielle e alla sua capacità di liberarsi progressivamente dai codici dell’epoca. EELLE

Una Chanel riletta attraverso gli archivi

Il punto di partenza della collezione non è però soltanto il paesaggio calabrese. Blazy guarda direttamente alla storia della maison, recuperando dagli archivi del Patrimoine Chanel episodi meno convenzionali della vita e dello stile di Gabrielle Chanel.

L’obiettivo è allontanarsi dall’immagine ormai codificata della fondatrice per riportare in primo piano la sua curiosità, il rapporto con il gioco, la musica e il costume. La figura di Chanel emerge così attraverso una serie di trasformazioni: abiti maschili, riferimenti alla lingerie, silhouette che scoprono progressivamente il corpo e capi destinati a essere portati direttamente sulla pelle.

Il principio è evidente soprattutto nei completi e nelle giacche indossati senza una tradizionale barriera tra corpo e tessuto. L’idea, spiegata da Blazy durante le interviste successive alla sfilata, è quella di alleggerire l’abito fino a farlo percepire quasi come un profumo sulla pelle. La scelta rientra nella più ampia ricerca del designer sulla libertà di movimento e sulla possibilità di reinterpretare i codici storici senza trasformarli in semplici citazioni.

Anche il concetto di molteplicità è centrale: gli 83 look attraversano epoche, materiali e registri differenti, costruendo una Gabrielle Chanel non fissata in un’unica identità. ELLE ha descritto proprio questa impostazione come una raccolta di storie stratificate della fondatrice, più che come una ricostruzione storica lineare. EELLE

Il tweed cambia peso

La parte più tecnica della collezione riguarda uno dei simboli assoluti di Chanel: il tweed. Blazy ne propone una versione più elastica e mobile, definita “smocked tweed”, ottenuta attraverso una lavorazione che modifica la tradizionale rigidità del materiale.

Secondo le informazioni diffuse sulla collezione, la ricerca è durata circa un anno e ha coinvolto lo sviluppo di nuovi procedimenti produttivi. Il risultato punta a trasformare il tweed in una materia più leggera e flessibile, capace di accompagnare il corpo anziché costruirgli intorno una struttura rigida. La stampa specializzata ha sottolineato come questa soluzione rappresenti uno dei principali esperimenti tecnici della stagione di Blazy. AABC17NEWS+1

La stessa logica investe gli accessori, compresi alcuni modelli dall’aspetto quasi strutturale e lavorazioni ottenute attraverso la stampa 3D. Il vocabolario di Chanel rimane riconoscibile, ma viene sottoposto a un processo di alleggerimento che interessa materiali, volumi e rapporto con il corpo.

Blazy ha sintetizzato la propria posizione in un’intervista riportata da Vogue Singapore il 6 ottobre 2026: «I think there is a space for poetry, beauty, joy, and it’s a good remedy to the dark time. I think fashion should give this to women». VVogue Singapore

Louis Vuitton sceglie il corpo in movimento

La stessa settimana parigina propone una direzione differente con Louis Vuitton, dove Nicolas Ghesquière porta il concetto di leggerezza sul terreno dell’ergonomia. La collezione primavera-estate 2027, presentata il 6 ottobre 2026 alla Cour Carrée del Louvre, è ufficialmente costruita attorno al principio dell’ergonomia, intesa come relazione tra corpo, oggetto e movimento. LLouis Vuitton

La scenografia suggerisce un futuro urbano: sopra lo spazio della sfilata vengono sospesi veicoli concept, creando un contrasto con abiti che, invece di esasperare il futurismo, cercano una dimensione più concreta e funzionale. Ghesquière lavora sulla possibilità che il vestito segua il corpo mentre cammina, corre o cambia posizione.

Il risultato è una successione di silhouette fluide, tessuti trasparenti e costruzioni alleggerite. Abiti sottoveste, gonne dritte o svasate, blazer, bluse e capi in pelle e maglieria vengono ripensati attraverso una riduzione delle strutture interne. La maison descrive la collezione come un esercizio di equilibrio tra tessuti ultraleggeri e tagli capaci di accompagnare il movimento. LLouis Vuitton

La risposta di Ghesquière alla complessità del presente

L’essenzialità cercata da Ghesquière non coincide con una costruzione semplice. Dietro l’apparente immediatezza dei capi c’è una ricerca tecnica che interviene sui materiali e sulla costruzione sartoriale.

Il designer ha spiegato di voler ottenere una sensazione di semplicità e purezza, mentre la necessità di alleggerire l’abbigliamento è stata collegata anche alle condizioni climatiche contemporanee. Una delle fonti che hanno raccolto le sue dichiarazioni riferisce inoltre il ragionamento sul crescente calore e sulla necessità di capi più leggeri e facili da indossare. HHaute Living

La collezione Louis Vuitton porta quindi avanti una riflessione sul rapporto tra forma e funzione: non è il corpo a doversi adattare all’abito, ma l’abito a essere progettato per seguirne i movimenti. È un’impostazione che la maison collega anche alla propria storia, nata intorno al viaggio e alla ricerca di soluzioni funzionali.

Due modi diversi di alleggerire la moda

Chanel e Louis Vuitton arrivano così a una conclusione progettuale simile attraverso strade diverse. Blazy parte dalla memoria di Gabrielle Chanel, dagli archivi della maison e da un paesaggio preciso della Calabria, trasformando gli uccelli migratori osservati nell’area di Squillace in una metafora visiva della libertà.

Ghesquière, invece, parte dall’ergonomia e dal movimento, riducendo strutture e peso per costruire un guardaroba più aderente alle esigenze del corpo. Entrambe le collezioni primavera-estate 2027 intervengono dunque sui codici consolidati delle rispettive maison senza abbandonarli: Chanel lavora sulla trasformazione dei propri simboli, Louis Vuitton sulla funzione dell’abito e sulla sua relazione con chi lo indossa.

Le due sfilate si sono svolte durante la Paris Fashion Week e hanno presentato approcci distinti alla leggerezza: quello di Chanel legato alla memoria, alla natura e alla libertà, quello di Louis Vuitton fondato sull’ergonomia, sui materiali e sul movimento.