Il film andato in onda il 2 gennaio accende l’attenzione su un’attrice calabrese e su una storia di fuga, ritorno e ricostruzione ambientata tra Roma e la Calabria
di REDAZIONE
– DAVOLI (CZ) – 5 GENNAIO 2026 – C’è una Calabria che arriva in prima serata su Rai 1 senza folklore e senza cartoline. È quella raccontata da Seduci e Scappa, il film televisivo trasmesso il 2 gennaio, che ha affidato il ruolo principale a Mariana Lancellotti, attrice originaria di Davoli, nel catanzarese. Un passaggio televisivo seguito da milioni di spettatori e accolto, nel suo paese d’origine, come un evento collettivo.
Un volto calabrese al centro della scena
Con Seduci e Scappa, Mariana Lancellotti si muove al centro del racconto interpretando Alice, una donna segnata da una relazione tossica e da una lunga traiettoria di difesa. La sua prova attoriale è costruita su registri contenuti, mai enfatici, e restituisce un personaggio che vive di contraddizioni: prudente, sospettosa, ma non impermeabile al cambiamento. Per Davoli e per l’area ionica catanzarese, la messa in onda è stata vissuta come un riconoscimento simbolico, una sorta di tifo collettivo per un talento cresciuto lontano dai riflettori.
Una storia tra fuga e ritorno
Il film segue Alice e la figlia Diana in una fuga che è prima di tutto emotiva. Alle spalle resta un uomo che pretende un controllo mai legittimato; davanti, una Calabria aspra e accogliente, ritratta nei vicoli e nei silenzi di Fiumefreddo Bruzio. Qui Alice trova riparo dallo zio Calogero, ex attore teatrale dal carattere ruvido, interpretato come figura di passaggio e di protezione. Il ritorno al Sud non è nostalgia, ma una pausa necessaria per rimettere ordine.
Il piano di rivalsa e l’imprevisto
Nel racconto prende forma anche una strategia di sopravvivenza: sedurre e truffare uomini superficiali come gesto di rivalsa e autodifesa. È un meccanismo fragile, destinato a incrinarsi quando Alice incontra Leonardo, interpretato da Francesco Arca. L’imprevisto sentimentale non viene trattato come soluzione salvifica, ma come elemento che mette in crisi una corazza costruita nel tempo. La lettura che ne emerge, condivisa da diverse analisi critiche successive alla messa in onda, è quella di un percorso di guarigione che passa dal nascondersi al concedersi di essere visti.
Calabria come spazio narrativo
La scelta di ambientare parte significativa del film in Calabria non è neutra. Il territorio diventa specchio del personaggio principale: duro in superficie, complesso e capace di offrire protezione. Per Lancellotti, il set calabrese rappresenta anche un ritorno alle origini, che aggiunge profondità a un’interpretazione già misurata sul piano emotivo. La narrazione evita l’estetizzazione facile e usa i luoghi come spazio di transizione, non come sfondo esotico.
Un passaggio chiave nella carriera
Il riscontro ottenuto da Seduci e Scappa conferma Mariana Lancellotti come una delle presenze emergenti più solide del panorama televisivo italiano. La sua Alice restituisce una femminilità complessa, lontana dagli stereotipi, costruita su resistenza e adattamento più che su eroismi. Il film si inserisce così nel filone delle produzioni Rai attente ai personaggi e ai territori, senza forzare messaggi o conclusioni.
L’operazione si chiude come un racconto coerente, capace di unire narrazione personale e contesto geografico, lasciando al pubblico il compito di trarne una lettura.