Volantinaggio dei consiglieri Rauti, Foti e Maida: “Il polo museale deve riaprire subito!”
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 24 AGOSTO 2025 –Nuova iniziativa dell’opposizione a Chiaravalle Centrale. I consiglieri comunali Claudio Foti, Vito Maida e Giuseppe Rauti hanno diffuso un volantino in cui accusano il sindaco Domenico Donato di immobilismo e di aver lasciato colpevolmente chiusa un’opera pubblica da 400mila euro.
Al centro della polemica il Convento dei Cappuccini, ristrutturato con fondi FSC e consegnato da oltre un anno, ma mai reso fruibile alla comunità. “Un progetto concluso, collaudato e consegnato, pensato per dare vita a un polo culturale di riferimento regionale, con biblioteca storica, centro documentale, musei e spazi per la ricerca e la formazione. Ma oggi la struttura è chiusa, invisibile alla cittadinanza, ignorata dall’Amministrazione”, scrivono i consiglieri.
Il documento parla senza mezzi termini di “un guscio vuoto, senza funzione, senza visione, senza futuro, frutto dell’abbandono colpevole di un’Amministrazione che ha tradito la città e sprecato fondi pubblici”.
Gli obiettivi del progetto – ricordano Foti, Maida e Rauti – erano ambiziosi: restituire vita al Convento trasformandolo in centro museale e documentale, custodire la memoria storica e culturale calabrese, collegare la struttura a una rete di istituzioni culturali regionali e nazionali, digitalizzare e rendere accessibili i manoscritti, animare gli spazi con mostre, seminari ed eventi.
E invece, denunciano, “nessun piano di apertura, nessuna programmazione, nessuna iniziativa per dare vita al polo culturale previsto dal progetto”. Una scelta politica precisa, che secondo l’opposizione espone il Comune “al rischio di grave danno erariale e alla restituzione dei 400mila euro di fondi FSC”.
L’attacco si fa ancora più duro quando viene citata la risposta del sindaco alla richiesta di convocare un Consiglio comunale sul tema: “Non è oggetto di Consiglio Comunale”. Una frase che, per i consiglieri, “rivela non solo la volontà di eludere il confronto democratico, ma soprattutto una preoccupante ignoranza o disprezzo delle prerogative istituzionali del Consiglio e dei consiglieri comunali”.
Il volantino si chiude con un affondo politico: “Qui non c’è solo una struttura chiusa. C’è un progetto tradito. C’è una comunità mortificata. C’è un’Amministrazione che ha sostituito il dovere pubblico con l’arbitrio personale.
Se non dovessero arrivare risposte, questo è l’ultimo appello: poi ci rivolgeremo a chi di competenza”.