Un’iniziativa del Soroptimist Club Catanzaro per garantire un ascolto più attento e rispettoso. Il progetto “Una stanza tutta per sé” arriva nella stazione squillacese
di REDAZIONE
– SQUILLACE (CZ) – 5 GENNAIO 2026 – Una tappa significativa nel progetto nazionale “Una stanza tutta per sé” è stata compiuta ieri con la consegna del kit portatile, pensato per garantire ascolto, rispetto e protezione a chi ha il coraggio di denunciare. Il kit è stato consegnato alla Stazione dei Carabinieri di Squillace, grazie all’iniziativa del Soroptimist Club Catanzaro, e rappresenta un ulteriore passo verso la tutela delle persone vulnerabili. Il dispositivo, composto da un notebook e una microtelecamera integrata, permetterà la registrazione audio-video delle denunce e delle escussioni, senza la necessità di una stanza protetta, ma sempre in un ambiente di ascolto rispettoso.
La cerimonia e la partecipazione delle istituzioni
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato numerose autorità, tra cui il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Pellegrino, il Comandante della Compagnia di Catanzaro, Mario Petrosino, e il Comandante della Stazione di Squillace, Andrea Conte. Il momento è stato ulteriormente impreziosito dalla benedizione impartita dal parroco di Squillace, Don Enzo Iezzi, che ha conferito al gesto un valore simbolico più profondo. «Questa iniziativa testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà associative», ha dichiarato il Sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, che ha preso parte con convinzione all’evento.
Un progetto concreto contro la violenza e per la legalità
Il kit portatile si inserisce all’interno di un programma più ampio, volto a garantire la dignità e la protezione delle vittime di violenza, in particolare per quelle che trovano difficoltà ad accedere alle strutture dedicate. La Presidente del Soroptimist Club Catanzaro, Stefania Muzzi, ha espresso il proprio orgoglio per la realizzazione dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di un ascolto empatico e di un percorso di denuncia che non comprometta la dignità della persona. Carla Megna, socia del Club, ha aggiunto: «Questo kit non è solo un strumento tecnologico, ma un vero e proprio impegno per il rispetto delle vittime».
L’importanza della sinergia tra le istituzioni
La riuscita di questa iniziativa non sarebbe stata possibile senza la sinergia tra le istituzioni locali, le forze dell’ordine e le associazioni civili. Anche il luogotenente della Polizia locale di Squillace, Pino Merenda, infatti, ha partecipato all’evento. In tale contesto, il kit rappresenta una risorsa tecnologica che si unisce all’impegno costante della comunità per garantire sicurezza e legalità.
Prospettive future
Questa iniziativa dimostra come l’innovazione possa essere messa al servizio della giustizia, fornendo un supporto concreto a chi vive situazioni di difficoltà. La speranza è che il progetto “Una stanza tutta per sé” possa essere esteso ad altre stazioni e diventare un modello di riferimento per il trattamento delle vittime di violenza in tutto il paese.
