Il presidente Vincenzo Mazzei critica la proposta di legge nazionale che definisce la montagna solo in base all’altitudine: “Rischia di cancellare la complessità dei territori e di creare nuove disuguaglianze”
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 11 NOVEMBRE 2025 –Durante il Congresso Uncem Calabria, i sindaci e i rappresentanti istituzionali hanno espresso ferma contrarietà alla classificazione altimetrica prevista nella nuova legge sulla montagna.
Il presidente Vincenzo Mazzei ha ribadito un principio già affermato da Uncem nazionale nelle audizioni parlamentari: “Classificare la montagna in base all’altitudine è del tutto inopportuno. Non vogliamo nuove frammentazioni o una montagna esclusiva. Gli Appennini non sono le Alpi, e la classificazione rischia di rendere tutto uguale, penalizzando chi si trova più in basso”.
Una legge che ignora la realtà sociale dei territori
Mazzei richiama le riflessioni del professore Antonio De Rossi del Politecnico di Torino, che ha criticato l’impostazione del provvedimento: “Questa legge — scrive De Rossi — mira a restaurare un’ideologia della ‘montagna vera’, separata da una presunta ‘montagna falsa’, basata su pochi parametri fisici. Così si cancellano anni di progressi nella comprensione delle caratteristiche sociali ed economiche dei territori”.
Secondo Mazzei, tale approccio “ripropone una divisione artificiale tra montagna e pianura, una contrapposizione nata nel Novecento e mai realmente esistita nella storia italiana, dove il territorio è sempre stato metromontano, integrato e interdipendente”.
Il rischio: una montagna isolata e assistita
“Ristabilire un confine basato solo sull’altimetria — aggiunge Mazzei — significa rinchiudere lo spazio montano in una ‘riserva indiana’, destinata a restare una montagna assistita, ridotta a fondale paesaggistico o a parco per il turismo”.
L’appello del presidente di Uncem Calabria è chiaro: servono politiche che valorizzino la diversità dei territori e non che li semplifichino con criteri meramente geografici.
Verso un nuovo modello di sviluppo integrato
Mazzei ha concluso sottolineando la necessità di una visione moderna e relazionale della montagna, capace di tenere insieme identità locale, economia, servizi e innovazione.
“Solo così — ha affermato — potremo costruire un futuro per le aree interne che non sia basato sull’assistenza, ma sulla partecipazione e la coesione territoriale”.