Nonostante le tensioni in Consiglio, l’approvazione unanime della richiesta di adesione al Parco Regionale delle Serre segna un traguardo fondamentale per la tutela e lo sviluppo sostenibile di Chiaravalle. Il gruppo Chi.Ce. rivendica il successo di un obiettivo perseguito da anni, mentre invoca un rinnovamento radicale per il futuro del Comune
di REDAZIONE
CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 9 GIUGNO 2025 – Tra le polemiche che hanno infiammato l’ultimo Consiglio comunale di Chiaravalle Centrale, una notizia di grande importanza rischiava di passare inosservata. Il gruppo Chi.Ce. pone l’accento su quello che considera “oggettivamente un traguardo importante”: l’approvazione all’unanimità della richiesta di adesione del Comune al Parco Regionale delle Serre. Un risultato che, sottolinea Chi.Ce., è innanzitutto un beneficio per la comunità e, in secondo luogo, per lo stesso gruppo politico che l’ha promosso.
Il Parco delle Serre: Opportunità per il Territorio
L’adesione al Parco delle Serre è stata fin dalla campagna elettorale un obiettivo primario per Chi.Ce.. Le motivazioni sono duplici: non solo ragioni di tutela e difesa del territorio, ad esempio, dall’assalto degli “speculatori dell’energia eolica”, ma anche una chiara occasione di rilancio del turismo e di valorizzazione del patrimonio ambientale locale. Con la ratifica da parte dell’Ente di Serra San Bruno, l’adesione aprirà prospettive interessanti per l’intercettazione di finanziamenti e per l’avvio di collaborazioni con gli altri comuni del Parco, creando opportunità di sviluppo sostenibile reale e concreto per Chiaravalle Centrale.
La Pazienza dell’Opposizione e i Risultati Conquistati
Chi.Ce. riconosce che si sarebbe potuto arrivare a questo risultato “prima”, magari inserendo Chiaravalle nell’ultima “infornata” di nove comuni che lo scorso anno hanno fatto richiesta ufficiale di ingresso nel Parco. Tuttavia, il gruppo adotta la filosofia del “meglio tardi che mai”, ribadendo che ciò che interessa non è la “strumentalizzazione del successo politico”, ma il “raggiungimento dei risultati reali per la nostra cittadina”.
Il movimento sottolinea come questo traguardo sia frutto di un lavoro paziente dall’opposizione, volto a convincere l’amministrazione della “fondatezza e dell’importanza delle nostre idee e proposte”. Un esempio lampante è stata la battaglia contro gli impianti eolici che minacciano il territorio, inizialmente negata e nascosta da sindaco e maggioranza, e poi trasformata in una battaglia comune. La stessa dinamica si è ripetuta con l’adesione al Parco delle Serre, invocata da anni dal gruppo.
Necessità di uno Scossone Profondo: Il Futuro di Chiaravalle
Mentre Chi.Ce. continua a concentrarsi sui “contenuti”, assiste “quasi con curiosità al ritorno sulla scena di volti già noti, a rimescolamenti di alleanze che nulla hanno a che fare con un progetto serio per il futuro di Chiaravalle Centrale“. Il gruppo denuncia un “déjà-vu stanco, senza idee nuove e senza slanci reali”, un “copione già visto, dove si cambiano le etichette ma restano gli stessi protagonisti”.
La conclusione è un monito severo: “Chiaravalle non può più permetterselo.” Il Comune “continua a perdere abitanti, fiducia, attrattività e prospettive.” Per questo, Chi.Ce. è convinto che serva uno “scossone profondo“, fatto di “idee nuove e persone nuove, di una vera discontinuità rispetto alle logiche del passato.” Il gruppo è nato proprio con questo spirito, per “interrompere l’immobilismo” e “aprire spazi a chi vuole davvero cambiare le cose”, coinvolgendo le “forze vive della società” tenute ai margini.
Chi.Ce. si dichiara aperto a dialogare con chiunque voglia condividere una “sfida di rinnovamento radicale – nei metodi, nei volti, nelle visioni – senza compromessi con il passato e senza calcoli di convenienza.” Il messaggio finale è chiaro: “Non serve un’altra lista ‘già vista’. Serve un’alternativa vera.”