CATECHESI 4.0: LA BIBBIA INCONTRA L’ERA DIGITALE, A SOVERATO UN PERCORSO DI FORMAZIONE UNICO
Obiettivo dell’arcidioceci di Catanzaro – Squillace è stato educare i nativi digitali alla fede, unendo tradizione e innovazione comunicativa
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 11 OTTOBRE 2025 – Si è concluso con successo a Catanzaro un percorso di formazione d’eccellenza, durato tre pomeriggi, dal titolo eloquente: “Raccontare la Bibbia ai nativi digitali. Strumenti educativi per operatori di catechesi”. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Istituto Universitario Salesiano “Don Giorgio Pratesi” di Soverato (CZ) e l’Ufficio Catechistico dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, ha posto al centro il comune obiettivo di valorizzare la Persona attraverso un rinnovato approccio educativo.
Ad aprire i lavori, accolti da una numerosa partecipazione, sono stati il Direttore dell’Ateneo, dott. Luciano Squillaci, e l’Arcivescovo, S.E. Mons. Claudio Maniago, entrambi entusiasti per la costruzione di una rete proficua orientata al futuro della catechesi.
Testimonianza ed esperienza al centro della fede
Il primo pomeriggio ha visto protagonista don Ferdinando Fodaro, direttore dell’Ufficio Catechistico, che ha condotto i partecipanti in una profonda riflessione sulla catechesi intesa come servizio alla dimensione spirituale. La sua lectio ha enfatizzato l’importanza dell’esperienza e della pedagogia dell’incarnazione, richiamando i catechisti alla necessità di essere innanzitutto testimoni credibili della fede.
A seguire, i docenti dell’Istituto Pratesi, prof.ssa Rosa Fiore e prof. Claudio Ivan Falbo, hanno animato un laboratorio coinvolgente incentrato sulla relazione. Attraverso dinamiche di gruppo attive, è stata evidenziata la centralità di un approccio relazionale efficace, in grado di raggiungere e coinvolgere i giovani di oggi nel cuore dell’annuncio cristiano.
Il Vangelo tra cinema e linguaggi contemporanei
La seconda giornata ha spostato il focus sulla comunicazione. Il prof. Roberto Alessandrini, docente presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma e l’Istituto Pratesi, ha guidato i presenti alla scoperta del vasto mondo della narrazione e della trasmissione del messaggio religioso.
Sottolineando l’importanza di linguaggi nuovi e molteplici modi di comunicare la stessa storia, il professore ha utilizzato suggestioni e citazioni dal mondo letterario e, in particolare, da quello cinematografico. Un paragone suggestivo ha definito i catechisti come artisti della Parola, richiamando un illuminante discorso di Papa Paolo VI sull’efficacia comunicativa.
Accoglienza e neurodiversità: la catechesi inclusiva
L’ultima e cruciale serata ha avuto inizio con una lectio magistralis di S.E. Mons. Maniago, che ha ribadito l’essenziale ruolo educativo e di accompagnamento del catechista.
La sessione conclusiva è stata dedicata a un momento tecnico-pratico di alto valore sociale: la catechesi inclusiva. Sotto la guida della dott.ssa Roberta Critelli, responsabile della Catechesi Inclusiva Diocesana, e con il contributo professionale delle dott.sse Eleonora Dardano (neuropsicomotricista) e Sara Dolce (logopedista), l’attenzione è stata focalizzata sui percorsi di iniziazione cristiana specificamente pensati per la neurodivergenza. Un chiaro segnale dell’impegno della Chiesa nell’accogliere ogni diversità e personalizzare il percorso di fede.
Chiesa in cammino e sinergia sul territorio
Il percorso formativo ha voluto lanciare un messaggio forte: la Chiesa è un’istituzione sempre più in cammino, aperta alla collaborazione e alla valorizzazione delle competenze professionali e accademiche. L’iniziativa non solo ha fornito strumenti educativi aggiornati, ma ha anche rafforzato la sinergia tra istituzioni laiche ed ecclesiastiche, a beneficio di una pastorale più innovativa e attenta al territorio che abita.

















