L’allarme di Giorgio Ventura: “Non è la fine di un’attività commerciale, è una ferita al tessuto sociale e culturale”. Tra desertificazione dei centri urbani, fuga delle persone e impoverimento della lettura, l’appello al Comune: “Riconosca il valore di chi ha custodito la cultura per un quarto di secolo”
di REDAZIONE
– CATANZARO – 31 AGOSTO 2026 – «La chiusura della Libreria “l’Isola del Tesoro” di Benedetto Sestito in via Crispi a Catanzaro (annunciata per l’1 dicembre prossimo , non è solo la fine di un’attività commerciale, ma una ferita aperta per l’intero tessuto sociale e culturale di Catanzaro». Lo afferma Giorgio Ventura, Presidente ‘A Filanda APS Università della Terza Età e del Tempo Libero.
Ventura aggiunge: «Quando spegne le luci una libreria indipendente che ha resistito per un quarto di secolo, il bilancio non si misura in semplici metri quadri commerciali persi, ma in capitale umano e culturale che sfuma. Per 25 anni, questo locale non ha semplicemente venduto libri: ha svolto la funzione indispensabile di presidio sociale. È stato un punto di orientamento per generazioni di studenti, uno spazio di scoperta per bambini che muovevano i primi passi nella lettura e un luogo di confronto autentico, alimentato dalla competenza e dalla passione di chi sta dietro al bancone. La consulenza su misura e l’accoglienza che una libreria di quartiere sa offrire sono servizi che nessun algoritmo o grande piattaforma online potrà mai replicare».
Dice ancora Ventura: «Il fenomeno della desertificazione commerciale nei centri urbani e nelle città di Catanzaro, porta con sé conseguenze concrete: Perdita di identità e socialità: La scomparsa dei negozi di vicinato svuota le strade, riduce la sicurezza percepita e spegne la vita sociale dei quartieri. Impoverimento culturale: La riduzione dei luoghi di accesso al libro rende più difficile la promozione della lettura, soprattutto per le fasce più giovani. Fuga di economie e persone: Lo spopolamento e la chiusura delle attività si alimentano a vicenda in un circolo vizioso che impoverisce la comunità. Un grazie sincero va a Benedetto Sestito de “L’Isola del Tesoro” e al suo team per la tenacia, la professionalità e la dedizione con cui hanno servito la città per tutti questi anni».
Poi conclude: «Oggi, di fronte alla chiusura di una realtà così significativa, l’Amministrazione Comunale ha il dovere di prenderne atto con attenzione e rispetto, riconoscendo il valore di un’esperienza che per un quarto di secolo ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per la città. È anche attraverso il riconoscimento di queste esperienze che una comunità può custodire la propria memoria e interrogarsi sul futuro dei propri spazi culturali».