Subito dopo è toccato al Presidente Emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre illustrare le ragioni del NO con un’attenta analisi basata sull’eventuale nuovo ruolo del Parlamento. «Ci sono delle caratteristiche in questa riforma che io giudico pericolose – ha affermato in collegamento telefonico Baldassarre – caratteristiche tese a rafforzare notevolmente l’esecutivo a discapito delle altre rappresentanze. Qualora passasse il si, i poteri verrebbero sbilanciati a favore dell’esecutivo e del primo ministro che addirittura potrebbe stabilire anche i tempi dei lavori parlamentari».
Dello stesso parere il senatore Matteoli per il quale «la riforma non supera il bicameralismo ed è ricca di buchi neri»: «La dimostrazione lampante di quanto questa bozza sia pasticciata sta nella sua sostanza – ha evidenziato l’esponente di Forza Italia – Chi ha scritto il testo immaginando un Senato composto da consiglieri regionali ha clamorosamente dimenticato che nelle cinque regioni a statuto speciale i membri dei consigli regionali non possono svolgere incarichi parlamentari, il ché priverebbe queste regioni di una rappresentanza. Il vero obiettivo di questo referendum è plebiscitare Renzi ma gli italiani hanno smesso di farsi abbindolare dai suoi giochi di prestigio e il 4 dicembre voteranno NO per voltare pagina anche con lui».