Seduta solenne del Consiglio comunale nel Palazzo De Nobili per il riconoscimento al porporato calabrese, oggi arcivescovo di Napoli. Un tributo istituzionale motivato dall’impegno pastorale e sociale a favore degli “invisibili”
di REDAZIONE
– CATANZARO – 28 FEBBRAIO 2026 – L’Aula Rossa di Palazzo De Nobili, sede del Comune di Catanzaro, ha fatto da cornice a una seduta solenne del Consiglio comunale convocata per il conferimento della cittadinanza onoraria al cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli.
La decisione dell’assemblea civica è stata motivata dal riconoscimento di un ministero pastorale segnato dall’attenzione agli ultimi, dal contrasto alle disuguaglianze sociali e da un impegno che ha intrecciato dimensione religiosa e responsabilità civile. Un atto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole sottolineare il legame tra il presule e la sua terra d’origine.
Le parole del sindaco e dell’arcivescovo
A formalizzare le ragioni del conferimento è stato il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, che nel corso della seduta ha dichiarato: «Non per celebrare una carriera, non per imprimere prestigio, ma per dare senso e riconoscere gratitudine alla sua persona che è qui non in quanto cardinale ma perché ha scelto da che parte stare».
Il primo cittadino ha quindi aggiunto che i luoghi attraversati dal ministero di Battaglia «sono diventati comunità nel momento in cui ha scelto di stare dalla parte di chi era confinato ai margini, di chi aveva perso tutto, dalla parte degli ultimi e degli invisibili a cui aveva deciso di tendere sempre la mano». Le dichiarazioni sono state rese nel corso della seduta ufficiale del Consiglio comunale di Catanzaro, dedicata al conferimento dell’onorificenza.
Accanto al sindaco, è intervenuto anche l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Claudio Maniago, che ha definito Battaglia «il buon samaritano che non si è mai girato dall’altra parte, ma sempre proteso verso l’altro, verso i dimenticati, senza mai tirarsi indietro». Anche questo passaggio è stato pronunciato durante la medesima cerimonia istituzionale.
“Dalla parte degli ultimi”: il discorso di Battaglia
Visibilmente emozionato, fino alle lacrime, il cardinale Battaglia – per molti ancora “don Mimmo” – ha richiamato più volte le Beatitudini nel suo intervento. «Oggi voi mi avete “riconosciuto” con gratitudine vera, senza frasi di circostanza. Grazie a tutti voi per un gesto che non è un atto ma un patto tra persone che hanno il coraggio di guardarsi in faccia», ha affermato davanti al Consiglio comunale.
Il porporato ha quindi aggiunto: «Io non voglio essere iscritto nell’elenco dei primi ma degli ultimi, quelli che mi tengono sveglio e mi fanno stare accanto, perché solo grazie a loro si può apprezzare il vero senso della vita. Lasciatemi quindi, con l’appellativo di “prete degli ultimi”».
E ancora: «Sul mio comodino ho due libri: il Vangelo e la Costituzione. La sera, quando la casa diventa silenziosa e rimane soltanto la verità nuda delle cose, i due testi mi chiedono: “Da che parte stai?”. La risposta la conoscete: dalla parte degli ultimi».
Dalle radici calabresi alla guida di Napoli
Nato a Satriano, a due passi da Soverato, il 20 gennaio 1963, Battaglia ha compiuto il proprio percorso formativo tra la Scuola Media del Seminario di Squillace, il Seminario di Catanzaro e il Pontificio Seminario regionale “San Pio X”. Ordinato diacono l’8 agosto 1987 e sacerdote il 6 febbraio 1988 per imposizione delle mani dell’arcivescovo Antonio Cantisani, ha svolto diversi incarichi nell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, tra cui rettore del Seminario liceale e membro della Commissione “Giustizia e Pace”.
Dal 1992 al 2016 ha guidato il Centro calabrese di solidarietà, impegnato nel recupero delle persone con dipendenze, assumendo anche ruoli di responsabilità nel sistema delle comunità terapeutiche fino alla presidenza nazionale della Fict.
Nel 2016 Papa Francesco lo ha nominato vescovo della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. Nel 2020 è arrivata la nomina ad arcivescovo metropolita di Napoli, incarico assunto il 2 febbraio 2021. Il 4 novembre 2024 è stata annunciata la sua creazione a cardinale, avvenuta nel Concistoro del 7 dicembre 2024.
Un legame che resta istituzionale
La cittadinanza onoraria conferita dal Comune di Catanzaro si inserisce in questo percorso ecclesiale e civile, riconoscendo una figura che ha mantenuto saldo il legame con la Calabria pur assumendo responsabilità nazionali.