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CASA DELLA SAUTE DI CHIARAVALLE CENTRALE SENZA MEDICI: «AL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO RESTANO SOLO GLI INFERMIERI»

La denuncia di Potere al Popolo: organico ridotto, turni scoperti e rischio per la sicurezza dei pazienti: “L’Asp intervenga subito: il diritto alla cura viene prima della propaganda”

di REDAZIONE 

–  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  29 LUGLIO 2026 –  «Mentre si annunciano nuovi Ospedali di Comunità e si celebrano inaugurazioni e trasformazioni sulla carta, la realtà che vivono ogni giorno cittadini e operatori sanitari è ben diversa». È quanto afferma in una nota Potere al Popolo di Catanzaro.

«Al Punto di Primo Intervento della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale  – si legge ancora –  il servizio si trova oggi in una condizione gravissima: in alcuni turni è presente il solo infermiere, senza medico e senza personale ausiliario. Dei tre medici previsti ne sono rimasti soltanto due. Questo significa che, inevitabilmente, vi sono fasce orarie in cui il presidio resta privo della presenza medica, lasciando un infermiere solo ad affrontare situazioni che richiederebbero un’équipe completa e mettendo a rischio la sicurezza degli utenti.

Con l’estate alle porte la situazione è destinata a peggiorare. L’afflusso di persone aumenta sensibilmente e il comprensorio registra un incremento dell’utenza dovuto alla presenza di turisti e di tanti cittadini che rientrano nei paesi d’origine. Continuare a garantire il servizio con un organico ridotto è irresponsabile. Non bastano i comunicati stampa e gli annunci. Una struttura sanitaria senza personale è soltanto un contenitore vuoto. La vera emergenza è assumere medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale ausiliario, garantendo turni completi e servizi sicuri».

Potere al Popolo va alle conclusioni chiedendo «all’Asp di Catanzaro di intervenire immediatamente per ripristinare la piena operatività del Punto di Primo Intervento, coprendo le carenze di organico e assicurando ai cittadini il diritto a un’assistenza sanitaria pubblica, dignitosa e realmente accessibile. La salute non può essere affidata alla buona volontà di chi continua a lavorare in condizioni sempre più difficili. Il diritto alla cura viene prima della propaganda».