CARO CARBURANTI, SI FERMA IL PRESIDIO SULLA STATALE 106 A DAVOLI: MA LA PROTESTA “RESTA APERTA”
Dopo giorni di presidio cittadini, automobilisti e autotrasportatori lasciano l’arteria jonica. Chiesti taglio delle accise e interventi sui prezzi: possibili nuove iniziative se dal Governo non arriveranno risposte
di REDAZIONE
– DAVOLI (CZ) – 4 OTTOBRE 2026 – Il presidio lungo la Strada Statale 106, nel territorio di Davoli, si è concluso dopo diversi giorni di mobilitazione contro il caro carburanti. Cittadini, automobilisti e autotrasportatori si sono ritrovati lungo una delle principali arterie della fascia jonica calabrese per richiamare l’attenzione sull’aumento dei prezzi di benzina e diesel e sulle conseguenze che i rincari stanno producendo su famiglie e attività economiche.
La protesta si è svolta senza particolari criticità e, una volta terminata la mobilitazione, la circolazione sulla statale è tornata alla normalità. Nei giorni del presidio si erano registrati rallentamenti contenuti, legati alla presenza dei manifestanti e alle iniziative organizzate lungo la strada.
La protesta contro benzina e diesel
Il tema al centro della mobilitazione è stato il costo dei carburanti, considerato dai promotori uno dei fattori che stanno aumentando la pressione sui bilanci familiari e sulle spese sostenute dalle imprese.
Sulla Statale 106 si sono alternati momenti di confronto e iniziative per richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche legate ai continui aumenti di benzina e diesel. Una mobilitazione che ha coinvolto diverse componenti del territorio, accomunate dalla richiesta di un intervento da parte delle istituzioni.
La protesta ha assunto così anche un carattere di denuncia del disagio economico, con particolare attenzione alle conseguenze che il prezzo dei carburanti può avere per chi utilizza quotidianamente l’auto e, soprattutto, per le categorie professionali che dipendono dal trasporto su strada.
Accise e prezzi, le richieste alle istituzioni
Tra le principali richieste avanzate durante il presidio figurano il taglio delle accise e l’adozione di strumenti capaci di contenere il prezzo finale dei carburanti.
I promotori chiedono quindi che la questione venga affrontata a livello istituzionale, sia sul piano regionale sia su quello nazionale, con provvedimenti ritenuti necessari per ridurre l’impatto dei rincari.
Il punto sollevato dalla mobilitazione riguarda soprattutto il rapporto tra l’aumento dei costi di rifornimento e le conseguenze quotidiane per chi deve necessariamente utilizzare un mezzo di trasporto. Per gli autotrasportatori, inoltre, il carburante rappresenta una voce direttamente collegata ai costi di esercizio.
Il presidio si scioglie, ma la mobilitazione potrebbe ripartire
Al termine di diversi giorni di protesta, il presidio è stato sciolto ordinatamente. Anche la situazione sulla Statale 106 è tornata alla piena regolarità dopo i rallentamenti registrati durante la mobilitazione.
La conclusione del presidio, tuttavia, non viene considerata dagli organizzatori come la fine della protesta. La richiesta di risposte concrete resta sul tavolo e l’attenzione nei confronti dell’andamento dei prezzi dei carburanti rimane alta.
Gli stessi promotori hanno lasciato intendere che, in assenza di segnali concreti da parte delle istituzioni, potrebbero essere valutate nuove iniziative nei prossimi giorni.
Al momento, dunque, la mobilitazione sulla Statale 106 si è conclusa, mentre resta da verificare se alle richieste avanzate durante il presidio seguiranno interventi istituzionali o ulteriori forme di protesta.

















