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CARO CARBURANTE, LA CALABRIA SI FERMA: BLOCCHI E PRESIDI, LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI SI ALLARGA

Circa 2 mila manifestanti in tutta la regione, disagi alla viabilità e tensioni a Crotone. Gli organizzatori: “Il caro carburante riguarda agricoltori, pescatori, autotrasportatori e famiglie. Non ci fermeremo finché non avremo risposte concrete”

di REDAZIONE 

– PRESERRE (CZ) –  28 SETTEMBRE 2026 –  Blocchi stradali a singhiozzo e presidi. Lo riporta Ansa Calabria.

E’ la mobilitazione che ha preso il via questa mattina in tutta la Calabria, “L’Italia scende in piazza”, promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli – Cittadini italiani.

Sono circa duemila, complessivamente, i manifestanti impegnati nei vari presidi dislocati sul territorio regionale.

Le azioni di protesta si stanno svolgendo attraverso blocchi stradali a singhiozzo, mentre viene sempre garantito il transito ai mezzi di emergenza e soccorso.

Particolarmente partecipato il presidio di Crotone, in località Passovecchio, dove si contano circa 400 partecipanti e dove si sono registrati piccoli attimi di tensione, subito rientrati senza conseguenze.

A guidare il movimento sono Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento popolare nazionale, che tornano a ribadire le ragioni dello sciopero: “La protesta nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti: pescatori, autotrasportatori e famiglie condividono lo stesso caro carburante, le importazioni sleali da Paesi privi dei nostri standard e lo squilibrio tra i prezzi riconosciuti alla produzione e quelli al dettaglio”.

Di fronte alle criticità della giornata, Greco e Zangari lanciano un appello fermo alla calma e alla responsabilità.

“Invitiamo tutti – hanno detto – a una protesta strettamente civile. Chiediamo la massima tranquillità e rivolgiamo un invito aperto a tutte le famiglie affinché si uniscano a noi in modo pacifico. Da Cosenza a Roma, non ci fermeremo finché non avremo ottenuto risposte concrete”.