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CARNEVALE DI SQUILLACE, LA NOTTE DELLA MAGIA: LA CITTÀ SI VESTE DI FESTA

Carri allegorici e musica per una notte indimenticabile. Le emozioni raccontate da Alessandro Megna, presidente dell’Associazione che mette in piedi l’evento

di Franco POLITO

 – SQUILLACE (CZ) –  25 FEBBRAIO 2026 –   La notte magica del Carnevale di Squillace, quando la fantasia si fa realtà e le strade si trasformano in un sogno a occhi aperti. Sabato scorso la città ha vibrato al ritmo di musica e colori, con i carri allegorici che hanno incantato il pubblico con la loro bellezza e creatività.

È stato un momento di pura magia, un’esperienza unica che ha unito la comunità e i visitatori.  Il noto borgo calabrese ha celebrato il suo cinquantesimo Carnevale con una sfilata di carri allegorici che ha lasciato tutti senza fiato.

Alessandro Megna, presidente dell’Associazione ‘Carnevale Squillacese”, il sodalizio che in mano le chiavi organizzative dell’evento, ci racconta l’emozione e la passione dietro questo spettacolo unico.

Un bilancio a caldo sull’edizione del cinquantenario appena passata agli archivi  … 

«Il Carnevale Squillacese 2026 è stato un’edizione speciale sotto molti punti di vista, in particolare per il suo significato legato al cinquantesimo anniversario. È stata una festa che ha visto una partecipazione straordinaria, non solo da parte dei cittadini di Squillace, ma anche di tanti visitatori che sono venuti da fuori per assistere alle nostre celebrazioni.

Dal punto di vista organizzativo, siamo molto soddisfatti: la tradizione è stata mantenuta, ma con un occhio sempre attento all’innovazione.

Naturalmente, ci sono sempre delle sfide da affrontare, e quest’anno non è stato diverso. La gestione di un evento di queste proporzioni richiede impegno e un grande lavoro di squadra, e nonostante i vari rinvii e impedimenti il risultato finale è stato molto bello».

Quali sono stati i momenti più emozionanti e salienti della manifestazione?

«Tra i momenti più emozionanti c’è sicuramente la sfilata inaugurale  che ha rappresentato uno dei picchi emotivi più forti.  Un altro momento saliente è stato il tributo, attraverso un video realizzato ad hoc, al territorio di Squillace  che è stato testimone delle varie sfilate allegoriche nel corso degli anni, già delle prime edizioni la consegna delle targhe ricordo e il racconto delle origini della manifestazione hanno emozionato soprattutto chi ha vissuto il Carnevale fin dagli anni ’70. È stato un passaggio che ha unito passato e presente in modo autentico.

Molto coinvolgente anche la partecipazione dei gruppi giovanili, che hanno portato come sempre energia, creatività e messaggi attuali, dimostrando che la tradizione è viva e capace di rinnovarsi. Il coinvolgimento intergenerazionale è stato uno degli elementi più belli di questa edizione.

Infine, la serata che si è conclusa con musica, spettacoli , balli  ha rappresentato la sintesi perfetta dello spirito del Carnevale: comunità, festa e identità.  In sintesi, è stato un Carnevale che non si è limitato a celebrare un traguardo, ma ha rafforzato il senso di appartenenza e la voglia di guardare al futuro con entusiasmo».

Fulcro, come sempre, i carri allegorici e le coreografie. I temi trattati?

«Dietro i colori, la musica e l’entusiasmo, si sono celati messaggi simbolici e letture contemporanee della realtà. Tra i protagonisti più amati dai bambini, Bing il coniglio è diventato il simbolo dell’infanzia e della purezza dello sguardo dei più piccoli sul mondo. Un carro che, oltre alla dimensione ludica, ha voluto sottolineare l’importanza di proteggere i sogni, l’innocenza e la capacità di stupirsi, in una società spesso troppo frenetica.

Di forte impatto scenico anche il carro dedicato alle maschere del Diavolo e di Pulcinella. Se Pulcinella incarna l’astuzia popolare, l’ironia e la capacità di ribaltare le gerarchie con una risata, il Diavolo rappresenta le tentazioni, le contraddizioni e le ombre del nostro tempo. Insieme, le due figure hanno messo in scena l’eterno conflitto tra bene e male, tra istinto e ragione, ma anche la capacità tutta carnevalesca di esorcizzare le paure attraverso la satira.

Spazio poi alla dimensione fantastica e ambientalista con il carro ispirato ad Avatar, trasformato in un potente richiamo alla difesa della natura. Il mondo di Pandora è diventato metafora della Terra: fragile, meravigliosa, bisognosa di rispetto. Un messaggio quanto mai attuale, affidato a scenografie luminose e coreografie suggestive.

Atmosfere da fiaba orientale, invece, per il carro dedicato ad Aladdin. Tra lampade magiche e desideri da esprimere, il tema si è tradotto in una riflessione sui sogni e sulle opportunità: la magia non come illusione, ma come metafora del coraggio di cambiare il proprio destino.

Un’edizione, quella del 2026, che ha saputo intrecciare tradizione e immaginario contemporaneo, leggerezza e significato, dimostrando ancora una volta come il Carnevale Squillacese non sia soltanto festa, ma anche racconto collettivo e specchio del nostro tempo».

Il Carnevale di Squillace è un evento che attira frotte di visitatori, come pensate di valorizzare ulteriormente l’evento in futuro?

 «L’idea è quella di lavorare su più livelli.  Innanzitutto, la qualità artistica. Investire ancora di più nella formazione dei maestri cartapestai e dei gruppi coreografici, favorendo laboratori permanenti durante l’anno e momenti di scambio con altre realtà carnevalesche italiane, per accrescere competenze e innovazione scenografica.

Grande attenzione anche ai giovani. Coinvolgere scuole e associazioni in progetti creativi, concorsi tematici e workshop significa garantire continuità alla tradizione, rendendola sempre attuale e partecipata.

Infine, comunicazione e digitalizzazione. Rafforzare la presenza sui canali social, prevedere dirette streaming, storytelling dietro le quinte e campagne mirate può ampliare il pubblico del nostro Carnevale.

La sfida, in sostanza, è mantenere saldo il legame con la tradizione, ma con uno sguardo moderno e strategico ovvero fare del Carnevale di Squillace non solo un grande momento di festa».

Qual è il messaggio conclusivo che l’Associazione vuole lanciare?

 «Il messaggio che l’Associazione del Carnevale di Squillace vuole trasmettere è chiaro e profondo: il Carnevale non è soltanto spettacolo, ma comunità, identità e partecipazione.

Attraverso i carri allegorici e le coreografie, l’Associazione intende lanciare un messaggio di: unità e condivisione, il Carnevale è un progetto collettivo, costruito dal lavoro di volontari, artisti, giovani e famiglie. È il simbolo di una comunità che si unisce per creare qualcosa di bello; valorizzazione del territorio, ogni edizione racconta Squillace, la sua storia, la sua creatività e la sua capacità di accogliere.

L’obiettivo è promuovere non solo l’evento, ma l’intero patrimonio culturale e umano del paese; tradizione che guarda al futuro,  l’Associazione vuole dimostrare che si può custodire la tradizione innovando, parlando ai giovani e affrontando temi contemporanei attraverso il linguaggio universale dell’arte e della satira; inclusione e partecipazione, il Carnevale è di tutti e per tutti. È uno spazio in cui generazioni diverse collaborano, si incontrano e si riconoscono nei valori della festa, del rispetto e della creatività.

In sintesi, il messaggio è che il Carnevale non è solo un evento nel calendario, ma un patrimonio condiviso: un momento in cui Squillace si racconta, si rinnova e rafforza il senso di appartenenza alla propria comunità».

L’edizione 2026 del Carnevale di Squillace lascia un ricordo indelebile nel cuore di chi lo ha vissuto, un senso di comunità e di appartenenza che resterà per sempre.

È un evento che rende i protagonisti orgogliosi di essere squillacesi e spinge a continuare a lavorare per rendere l’iniziativa sempre più grande e suggestiva.