Sorpreso a pascolare in una zona colpita da incendi e sottoposta a divieto decennale, un allevatore è stato sanzionato dai Carabinieri Forestali. Contestate anche violazioni sulla gestione dei cani da guardiania. L’area è quella del lago Angitola, nel Vibonese
di REDAZIONE
– MONTEROSSO CALABRO (VV) – 30 GENNAIO 2026 – Un vasto gregge di caprini che si muove tra i boschi e le sponde del lago Angitola, in Calabria, nonostante i divieti. È lo scenario che si sono trovati davanti i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Vallelonga, intervenuti nel territorio di Monterosso Calabro, nel Vibonese, durante un controllo ambientale. L’area era stata più volte colpita da incendi boschivi nel corso dell’estate 2025 ed è per questo formalmente interdetta al pascolo.
Il proprietario del gregge è stato sorpreso mentre faceva pascolare 93 capre all’interno di una zona sottoposta a vincolo ambientale. Per questa violazione è scattata una sanzione amministrativa di quasi 4.000 euro.
Il vincolo decennale previsto dalla legge
Il divieto non è simbolico né temporaneo. Come stabilisce l’articolo 10 della legge n. 353 del 21 novembre 2000, nelle aree boscate percorse dal fuoco il pascolo è vietato per dieci anni. La norma nasce con una finalità precisa: scoraggiare gli incendi dolosi finalizzati alla creazione di nuove superfici pascolive e consentire la naturale rigenerazione della vegetazione e del suolo.
Secondo quanto richiamato dai Carabinieri Forestali nel verbale di contestazione, l’attività di pascolo in aree incendiate «contribuisce a un ulteriore degrado dell’ecosistema forestale», favorendo anche fenomeni di dissesto idrogeologico, in particolare in contesti collinari e lacustri come quello dell’Angitola, riconosciuto come oasi naturalistica di pregio.
La contestazione sui cani da guardiania
Oltre alla violazione ambientale, i militari hanno rilevato un’ulteriore irregolarità. Quattro cani da guardiania al seguito del gregge risultavano privi di microchip, in violazione della normativa sulla tracciabilità degli animali d’affezione e da lavoro.
Secondo quanto accertato sul posto, la presenza di cani non identificati in un’area frequentata da escursionisti e visitatori dell’oasi naturalistica rappresentava un potenziale rischio per la libera fruizione dell’area, anche in considerazione della possibile aggressività difensiva degli animali a tutela del bestiame.
L’intervento dei Carabinieri Forestali
L’operazione si inserisce nell’attività di controllo e tutela del patrimonio boschivo svolta dall’Arma Forestale nelle zone colpite dagli incendi estivi del 2025. I militari hanno proceduto alla contestazione immediata delle violazioni, applicando le sanzioni previste dalla normativa vigente.
L’area del lago Angitola resta sottoposta a vincoli ambientali stringenti, con limitazioni all’uso del suolo finalizzate esclusivamente alla protezione dell’ecosistema e alla prevenzione di ulteriori danni ambientali.